Ospedale, chiarita la scelta «Nessun declassamento»

27 Marzo 2022

Il sindaco conferma gli effetti positivi del piano di riordino della rete sanitaria: «La struttura di comunità sarà una aggiunta ai servizi di base, non li sostituirà»

ATRI. «Nessun declassamento per il San Liberatore che avrà anche da un ospedale di comunità». Il sindaco di Arti Piergiorgio Ferretti non ha dubbi sul futuro della struttura, che rientrerà nella riorganizzazione della rete sanitaria abruzzese, dopo le preoccupazioni espresse dall’opposizione e in particolare dal Pd sulle scelte regionali. «Nella prima riunione dal ministero ci era stato spiegato che si potevano realizzare solamente due ospedali di comunità e la proposta inviata alla Regione ne prevede uno a Teramo e uno a Atri», tiene a precisare il primo cittadino, «questo non implica una variazione della rete ospedaliera, nel senso che l’ospedale di Atri non verrebbe declassato, resterebbe un presidio di base affiancato da uno di comunità, in virtù di quanto stabilito nel piano di riordino della rete ospedaliera della Regione Abruzzo, ovvero un reparto di circa 20 posti letto, utile per pazienti che non hanno più bisogno dell’ospedale, ma che ancora non possono essere assistiti a casa poiché bisognosi di cure».
Secondo il sindaco, insomma, «ad oggi dunque c’è un’opportunità per il nostro territorio che si andrebbe a implementare con l’ospedale esistente». Ferretti, replicando al Pd, evidenzia inoltre che sul tema non c’è stata alcuna spaccatura politica in maggioranza durante l’ultimo consiglio e ribadisce che l’ospedale di comunità rappresenterà «un’aggiunta e non una sostituzione alle attività ospedaliere attuali». Sulla questione è confermato per i prossimi giorni anche un incontro chiarificatore con i vertici Asl, l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì e i capigruppo consiliari.
Il sindaco, supportato nella sua presa di posizione dai capigruppo di maggioranza Gabriele Astolfi (Forza Italia) e Francesco Filiani (Fratelli d’Italia), fa sapere inoltre che nel corso delle due riunioni del comitato ristretto dei sindaci si è parlato proprio della proposta del direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia di investire i fondi del Pnrr non sulla rete ospedaliera, ma esclusivamente sulla rete territoriale. «Una proposta». a definisce, «di ampio respiro che riguarderebbe così solo le case della famiglia, i distretti sanitari di base e dunque gli ospedali di comunità».
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