Ospedale Covid, scelta rinviata Parte dei degenti andrà a Pescara

L’unità di crisi della Asl paralizzata dallo scontro fra Atri e Giulianova, poi ha telefonato Marsilio offrendo una soluzione tampone. Il sindaco giuliese Costantini minaccia la denuncia in Procura
TERAMO. Il secondo ospedale Covid della Asl di Teramo ancora non c’è. La riunione dell’unità di crisi della Asl era nel pieno della bagarre quando è arrivata una telefonata del governatore Marco Marsilio a calmare gli animi, almeno per qualche tempo. Il presidente ha comunicato l’attivazione di posti letto dell’ospedale Covid regionale di Pescara. Una 90ina, che potranno accogliere anche i malati della Asl di Teramo, una volta che il terzo lotto si sarà saturato. Probabilmente, in cambio, bisognerà dare un aiuto con il personale. Ovviamente si tratta di una soluzione transitoria: i 90 posti non potranno accogliere solo malati teramani. Ma dà qualche giorno di tregua nella guerra che si è innescata fra due territori, Atri e Giulianova.
All’altolà del sindaco di Atri Piergiorgio Ferretti si è aggiunto, nel pomeriggio, quello arrivato per telefono dal sindaco di Giulianova Jwan Costantini che ha minacciato di andare in Procura, venerdì. «Dovrebbero spiegarmi che ne sarà dei 500mila euro impegnati per creare l’ospedale Covid ad Atri e farmi anche sapere perché in quell’ospedale c’è abbondanza di medici mentre a Giulianova ne mancano addirittura 14. I reparti di chirurgia e ortopedia sono ridotti ai minimi termini ed altri settori della struttura sanitaria languono. Non ne faccio una questione di campanile, ma di buon senso. Non si possono gettare dalla finestra risorse pubbliche con la scusa della rotazione. Chi avvierà l’ospedale Covid a Giulianova se ne assumerà la piena responsabilità», ha dichiarato in consiglio comunale. In effetti nella discussione, prima della telefonata di Marsilio, la maggioranza – il direttore generale Maurizio Di Giosia ha chiesto il parere a ogni componente – propendeva per Atri, che ha dato un’ottima dimostrazione di competenze. Giulianova, di contro, avrebbe anche gravi problemi strutturali dati anche dalla divisione in due padiglioni. Comunque, adesso Di Giosia ha dato incarico a un gruppo di lavoro composto dal direttore sanitario Piero Romualdi e alcuni suoi collaboratori di fare uno studio sui costi da sostenere per ogni ospedale.
Intanto Marsilio, nella visita di ieri, ha annunciato che sono stati appaltati i lavori per realizzare al terzo lotto del Mazzini 21 posti di terapia subintensiva Covid e 16 di intensiva. «Abbiamo chiesto per due mesi al commissario Arcuri di trasferirci risorse. Il nostro piano era pronto il 3 agosto», ha dichiarato Marsilio, «non è colpa dell’Abruzzo se per 65 giorni ha dovuto aspettare. Finalmente Arcuri ha trasferito i poteri al sottoscritto e ora possiamo dare il via ai lavori. Ma se avessimo potuto partire a Ferragosto ora stavamo qui a inaugurare i nuovi posti. Spero che la faremo in poche settimane».
L’unità ha poi deciso che bisogna migliorare il tracciamento e la sorveglianza, dando più personale, soprattutto amministrativo, al Siesp. E che bisogna potenziare l’Ucat, a cui arrivano le telefonate dei cittadini: la linea telefonica quando è occupata dà libero, suscitando proteste e sospetti di inefficienza. Saranno aumentate le linee telefoniche. Inoltre è stato deciso l’acquisto di cinquemila tamponi rapidi antigenici per le esigenze della scuola, arriveranno entro una settimana. La procedura di effettuazione dei tamponi non è stata ancora decisa ma si svolgerà con l’ausilio di due apparecchiature portatili.
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