Ospedale, Giulianova dichiara guerra sui fondi

11 Novembre 2016

L’incontro con l’assessore Paolucci conferma che i soldi sono “congelati” in attesa della decisione sul presidio unico. Mastromauro: sono due cose diverse

GIULIANOVA. È stato un incontro molto duro, quello di ieri in Regione tra l’assessore regionale Silvio Paolucci e il sindaco Francesco Mastromauro, accompagnato da giunta e capigruppo, oltre che dagli altri sindaci del comprensorio.

Un incontro che, sostanzialmente, non ha smosso più di tanto le acque sulla vicenda del mancato inserimento di Giulianova nel piano regionale per la costruzione di cinque nuovi ospedali. Il primo cittadino di Giulianova, insieme ai sindaci dei Comuni del comprensorio sanitario che fa capo al “Maria Ss dello Splendore”, che avevano sottoscritto un documento programmatico con le criticità dell’ospedale giuliese, ha chiesto di emendare la bozza di delibera regionale che prevede la costruzione dei nuovi ospedali a Avezzano, Sulmona, Lanciano, Vasto e Penne e inserire quello di Giulianova, come promesso in passato.

L’assessore regionale alla sanità, dal canto suo, si è mostrato si disponibile al dialogo ma, come racconta Sabatino Di Girolamo, sindaco di Roseto, per ciò che concerne le strutture ospedaliere, «ha esortato i sindaci a determinarsi in merito alla futura localizzazione di un ospedale provinciale in un’area baricentrica che possa essere raggiungibile con facilità da tutta la collettività teramana». Insomma, niente soldi per una nuova struttura giuliese, come promesso lo scorso anno dallo stesso Paolucci a Giulianova, ma l’impegno a costruire un ospedale unico che riunisca i presidi di Giulianova, Teramo e Atri – tutti risalenti agli Anni Sessanta e non antisismici – in campo neutro come Mosciano. Anche se ci sono voci discordanti sulla scelta di questa località. Se è ottimale per il direttore generale della Asl, Roberto Fagnano, non lo è per il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi che lo vorrebbe a Sant’Atto, cioè alle porte di Teramo.

L’amministrazione giuliese, comunque, si è mostrata intransigente e disposta a dare battaglia. Sia il sindaco che Gabriele Filipponi, segretario comunale Pd, che Luigi Ragni, presidente della commissione sanità e capogruppo di Civicamente, hanno ribadito il fatto che si tratta di due iter diversi: l’uno riguardante la costruzione del nuovo plesso ospedaliero per il quale erano già stati stanziati i fondi e per il quale la giunta ha già individuato nel 2011 un’apposita area in via Cupa; l’altro riguardante invece l’ospedale unico, per il quale Paolucci ha ribadito la disponibilità economica immediata della Regione. In pratica, i soldi destinati alla costruzione del nuovo ospedale giuliese, circa 64milioni di euro, sono andati a sommarsi alla cifra disponibile per la realizzazione dell’ospedale unico, che costerebbe circa 230 milioni di euro, 250 con le attrezzature.

«Credo che non vi siano ragioni», ha commentato Mastromauro, pur dichiarandosi favorevole all’ospedale unico in un futuro, «per interrompere un iter, quello appunto relativo al nuovo ospedale di Giulianova, che viene da lontano e che pure abbiamo avuto cura di proseguire». Un risultato, tuttavia è stato raggiunto: l’approvazione della delibera con i nuovi 5 ospedali prevista per ieri pomeriggio, subito dopo la riunione mattutina con i sindaci, è stata rinviata. «Aspetto di leggerla, la nuova delibera», ha concluso Mastromauro, «e non abbasserò per nulla la guardia rimanendo vigile in nome e per conto degli 80mila cittadini residenti nell'area vasta che fa riferimento al “Maria Santissima dello Splendore” e che hanno assistito allibiti a questa vera sottrazione incomprensibile. Se la delibera verrà modificata sarà sotterrata l'ascia di guerra. Rimangono le nostre riserve sul livello complessivo dei servizi sanitari, con una fruizione non ottimale che di conseguenza determina la mobilità oltre il nostro comprensorio, e per i doppioni presenti. Crediamo che il modello vada riformato».

Margherita Totaro

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