Ospedale, il 13 l’incontro decisivo

5 Dicembre 2017

Sul tavolo approda il progetto di due strutture di primo livello

GIULIANOVA. Dopo l’incontro in Regione con il governatore Luciano D’Alfonso del 30 ottobre scorso, la speranza per il rilancio dell’ospedale giuliese sembra essersi riaccesa, ma se quella luce potrà generare davvero il tanto auspicato cambiamento lo sapremo solo mercoledì della prossima settimana, al termine della riunione tra il gruppo di lavoro sull’ospedale costiero di primo livello, presieduto dal sindaco Francesco Mastromauro, e il direttore generale della Asl Roberto Fagnano. È proprio al manager infatti che D’Alfonso, durante quella riunione, aveva chiesto la stesura di un progetto di riorganizzazione della sanità provinciale, che tenesse conto delle linee di indirizzo contenute dalla delibera approvata dal consiglio comunale di Giulianova il 13 febbraio scorso, in cui si sosteneva la necessità di pensare il riassetto dell’offerta sanitaria nella provincia di Teramo indicando la creazione di due ospedali di primo livello, uno all’interno e uno sulla costa.
«Nell'incontro del 13 dicembre si metterà sul tappeto anche la situazione in cui attualmente versa l'ospedale Maria Santissima dello Splendore, con particolare riferimento al livello dei servizi sanitari erogati. Chiederemo inoltre, attraverso la modifica dell'atto aziendale da me più volte sollecitata», dice il sindaco Mastromauro, «che si potenzi il pronto soccorso e che vengano attivate nuove unità operative complesse con assegnazione dei relativi primari in ragione del ruolo rivestito nel tratto costiero abruzzese dall'ospedale giuliese e considerata la sua posizione assolutamente strategica grazie alle connessioni significative sotto il profilo stradale e ferroviario». Un tavolo importante dunque, quello di mercoledì 13, su cui il gruppo di lavoro investe molte aspettative. Speranze che si muovono però in un contesto molto sfavorevole. Non solo perché l’ospedale di Giulianova negli ultimi anni ha subito la chiusura di importanti servizi e perdite notevoli sul piano delle risorse umane, ma anche perché, di fronte alla questione della razionalizzazione dell’offerta sanitaria, la politica teramana non ha mai trovato un punto d’incontro e l’orientamento prevalente sul futuro degli ospedali continua ad essere quello dei campanili.
Mirella Lelli
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