Ospedale, il consiglio compatto dice sì all’area di Villa Mosca

16 Ottobre 2020

Delibera approvata all’unanimità con un emendamento dell’opposizione che impegna il Comune a un’analisi tecnica dei siti. Il sindaco: «Senza altri soldi pubblici l’intervento privato è necessario»

TERAMO. Dopo una discussione lunga e dai toni accesi passa all'unanimità la delibera di consiglio che inserisce Villa Mosca tra le aree disponibili per la realizzazione del nuovo ospedale. Delibera che rispetto a quella inizialmente presentata è stata integrata con un emendamento, condiviso da maggioranza e opposizione ma sul quale, in aperto dissenso con gli interventi dell'opposizione, si sono astenuti i consiglieri di maggioranza Cipolletti, Cordone e Lancione mentre il capogruppo del Pd Massimo Speca al momento di votare l'emendamento è uscito dall'aula. In ogni caso la delibera emendata è stata approvata con 30 voti su 30 consiglieri presenti, con l'integrazione che dà mandato ai tecnici del Comune, in raccordo con gli uffici preposti della Asl, a fare un'analisi delle aree proposte «al fine di valutare comparativamente le varie aree disponibili alla luce di vincoli, infrastrutture e quanto altro previsto in relazione all'intervento da realizzare secondo le normative vigenti». Con la delibera, inoltre, si dà mandato all'ufficio tecnico anche di effettuare uno studio per la ridefinizione della superficie dell'area di Villa Mosca, tenendo conto di tutti gli spazi al momento fruibili.
L'emendamento è arrivato alla fine di una lunga discussione in cui la minoranza aveva fortemente contestato il contenuto iniziale del provvedimento, con il consigliere di Forza Italia Mario Cozzi che aveva parlato di una delibera vuota così come redatta, chiedendone «l'integrazione con la predisposizione degli studi di fattibilità sulle diverse aree» da portare successivamente in commissione urbanistica. Tanto che è stato proprio l'emendamento, condiviso da maggioranza e opposizione a consentire l'approvazione all'unanimità della delibera. Tra gli interventi delle opposizioni anche quello del consigliere di Futuro In Franco Fracassa, per il quale l'inserimento dell'area di Villa Mosca è arrivato «dopo un anno in cui si è favorita l'area di Piano d'Accio», tanto che «la Asl ha fatto uno studio di fattibilità solo su quel sito». Interventi quelli della minoranza a cui la maggioranza ha risposto più volte evidenziando, a partire dal sindaco, come la questione prioritaria non sia quella di dove localizzare l'ospedale ma di pretendere un ospedale di secondo livello. «Già oggi non vi erano preclusioni sul fatto che l'area di Villa Mosca potesse essere destinataria di eventuali proposte», ha commentato il sindaco, «con questa delibera di fatto lo ribadiamo. Ma la vera questione è che il nuovo ospedale dovrà essere l'ospedale di riferimento della provincia, nel comune capoluogo. Qui stiamo ragionando del diritto alla salute del nostro territorio e della competitività dell'offerta rispetto ad altri territori che hanno avuto tanto e oggi non possono continuare a pretendere risorse». E proprio parlando di risorse D'Alberto ha ribadito la necessità che vengano stanziate altre risorse per il nuovo ospedale, in quanto 80 milioni non sono sufficienti. «Se non ci sono risorse pubbliche», ha detto D'Alberto, «un’eventuale integrazione del privato è necessaria».
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