Ospedale, interventi più sicuri per i tumori al colon-retto

GIULIANOVA. Una nuova tecnica per gli interventi del tumore al colon retto, che comporta meno disagi per il paziente ed una più rapida ripresa post-operatoria: è quella che, da alcune settimane,...
GIULIANOVA. Una nuova tecnica per gli interventi del tumore al colon retto, che comporta meno disagi per il paziente ed una più rapida ripresa post-operatoria: è quella che, da alcune settimane, viene utilizzata dall'unità di chirurgia dell'ospedale "Maria Santissima dello Splendore" di Giulianova. Con questa metodologia si sostituisce il sacchetto (stomia) che normalmente viene applicato sulla pancia del soggetto in cura, con una sonda che salvaguarda la salute dei pazienti e riduce i tempi di convalescenza.
La tecnica utilizzata dall'equipe medica, diretta da Diodoro Guerrucci, permette infatti di evitare il secondo intervento necessario per la rimozione del sacchetto e migliora da subito le condizioni dei pazienti. «Inizia una nuova era per la cura del tumore al retto, grazie al dispositivo transanale», dichiara a tale proposito Mariano Cardelli, chirurgo che compone il gruppo medico formato anche da Raniero Ciani, Estevano Gargano, Marcello Marcelli, Camillo D'Ascanio, Claudio Masci, Michele Di Stefano e Federica Piccione.
«Per ovviare alla stomia, che è il metodo principale utilizzato in seguito agli interventi per cancro al retto, ci avvaliamo del posizionamento di uno speciale dispositivo transanale», spiega Cardelli, «utilizzato per proteggere la zona sede dell'anastomosi, cioè la giuntura, dopo aver effettuato l'operazione». Grazie al dispositivo viene azzerata la pressione endoluminale, spesso causa di fistole e di deiscenza, in pratica la riapertura della ferita suturata, complicanza che, in alcuni casi, può comportare conseguenze anche molto gravi. «Il dispositivo viene introdotto per 6-8 centimetri, ed è fissato alla cute del perineo con punti di sutura, in seguito viene rimosso dopo 5 o 7 giorni», aggiunge Cardelli, il quale spiega come tale metodologia d'intervento sia semplice, economica e non invalidante. Il dispositivo quindi, oltre a ridurre gli interventi per deiscenza anastomotica e la mortalità post-operatoria, permette di fare a meno del sacchetto e dei relativi costi, oltre che del secondo intervento e delle relative complicanze, infine produce una rapida canalizzazione e migliora della vita dei pazienti.
Cardelli, evidenziando come, da pochi giorni, l'unità sia dotata anche di una nuova attrezzatura laparoscopica con schermo in alta definizione, ringrazia il direttore di dipartimento Riccardo Lucantoni, per la fornitura delle apparecchiatura di cui adesso dispone il reparto. Già in passato l'unità di chirurgia si era distinta per l'uso di una strumentazione per gli interventi alla colecisti che non richiede l'applicazione di punti e comporta meno dolore per il paziente, oltre che di macchinari laser per operazioni alle vene varicose grazie ai quali non è necessario effettuare tagli sui pazienti. Sandro Petrongolo
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