Ospedale, la chirurgia è ripartita a rilento

28 Settembre 2022

Il reparto è tornato autonomo ma mancano gli anestesisti. Prosperi: «Difficile organizzare l’attività»

ATRI. Anche l’ospedale “San Liberatore” di Atri, come gli altri presidi appartenenti alla Asl di Teramo, ha visto tornare autonomi da lunedì scorso alcuni reparti che all’inizio del 2020 furono accorpati per fronteggiare l’emergenza Covid. In particolare, è stata divisa l’Ortopedia dalla Chirurgia. Riapriranno a breve, secondo il piano predisposto dai vertici sanitari, anche Pediatria e Cardiologia. Il problema però, a sentire il personale medico, è la carenza cronica di anestesisti.
Il chirurgo Alfonso Prosperi, esponente locale del Pd, che ogni giorno è alle prese con la calendarizzazione delle operazioni, fa notare: «È difficile al momento organizzare le sale operatorie, anche se bisogna affrontare un semplice intervento alla colecisti diventa difficile. Ad Atri sarebbero necessari almeno tre anestesisti, adesso siamo costretti a lavorare a basso regime, le figure sono nel numero minore per coprire la Rianimazione e le varie urgenze in sala operatoria. Se si dovesse verificare per esempio un’operazione d’urgenza, bisogna interrompere l’ordinario». Prosperi infine evidenzia come il problema della scarsità di figure sanitarie sia comune anche agli altri presidi abruzzesi e che «al momento è difficile poter assistere gli utenti a pieno regime».
Sulla carenza di anestesisti a inizio settembre si erano scagliate contro il Comune le forze d’opposizione cittadine accusando il primo cittadino Piergiorgio Ferretti di non essere stato molto incisivo verso la Asl nel reclamare i servizi necessari alla collettività. Ferretti dal canto suo aveva evidenziato come il problema della scarsità di anestesisti fosse ormai annoso e di rilevanza nazionale e come comunque l’azienda sanitaria teramana avesse garantito a partire dal 1° ottobre la mobilità di un anestesista dalla Asl di Pescara. ( d.f.)
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