Ospedale, mai aperta la lungodegenza

SANT’OMERO. «La lungodegenza deve partire, tornerò per l’inaugurazione», auspicò l’assessore alla sanità della Regione Abruzzo, Nicoletta Verì. Era il giugno scorso. Sono trascorsi quattro mesi e...
SANT’OMERO. «La lungodegenza deve partire, tornerò per l’inaugurazione», auspicò l’assessore alla sanità della Regione Abruzzo, Nicoletta Verì. Era il giugno scorso. Sono trascorsi quattro mesi e del nuovo servizio, attivato negli altri ospedali teramani, a Sant’Omero nemmeno l’ombra. Pianificati ma mai attivati, i 13 posti letto allocati al terzo piano dell’ospedale, e dedicati alle fasce anziane della popolazione, restano vuoti. I vertici Asl presenti a inizio estate, durante la prima visita ufficiale dell’assessore alla sanità, annuivano alla sua perentoria disposizione per cui la Asl di Teramo avrebbe dovuto attivarsi e concludere tutto in tempi brevi. Sembrava cosa fatta. E non è che ci fosse tanto altro da fare se non assegnare il personale infermieristico e assumere qualche medico per rinforzare l’organico. La struttura è pronta, infatti, e i letti ci sono. Basta disporre il personale e tagliare il nastro, alla presenza della stessa Verì che a chiare lettere disse di volerci essere all’attivazione del servizio.
Durante il suo tour al Val Vibrata Verì sostenne che «obiettivo è di portare avanti questi presidi, dove dovranno esserci delle specializzazioni. Non devono ripetersi dei doppioni». E ai timori, non ancora sopiti, per una chiusura del presidio, l’assessore regionale si sentì di garantire che «l’ospedale di Sant’Omero continuerà ad esistere; fra poco apriremo la lungodegenza, ho preso questo impegno. Iniziamo a registrare una mobilità attiva anche al pronto soccorso». Forse occorre un atto d’imperio del componente della giunta Marsilio perché la Asl di Teramo tenga fede ai programmi indicati e agli impegni assunti.
Alex De Palo
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