Ospedale, nuovo stop al project

Berardini (M5S) e comitati di quartiere chiedono all’Anac di vigilare sulle procedure
TERAMO. No al project financing per l'ospedale di Teramo. A ribadire la propria contrarietà a questo strumento sono il coordinamento dei comitati di quartiere (con la voce fuori dal coro del presidente di quartiere di Santa Maria a Bitetto Maria Dea Di Giuseppe Bonolis) e l'onorevole del Movimento Cinque Stelle Fabio Berardini. E proprio quest'ultimo, ieri mattina, nel corso della conferenza stampa insieme ai comitati di quartiere, ha annunciato come dopo aver fatto un accesso agli atti e aver verificato che è stata presentata una nuova proposta di project financing, chiederà all'Anac di attivare una procedura di vigilanza sul nuovo ospedale. «Fare un project significa privatizzare i servizi sanitari», ha commentato Beradini, «Come parlamentare, insieme ai comitati di quartiere, combatterò contro questa speculazione e vorremmo che su questa questione si esprima anche la cittadinanza, magari con un referendum consultivo. Noi stiamo conducendo un'operazione verità sulla sanità teramana e avendo avuto sentore di questa operazione di project financing, dopo il lungo periodo di silenzio seguito alla bocciatura della proposta dalla Pizzarotti ho fatto un accesso agli atti e ho verificato che sono arrivati altri due project dalla Inc Spa di Torino. Il primo sarebbe stato respinto, il secondo, presentato il 25 luglio, è in corso di valutazione».
Per legge la Asl deve esprimersi entro tre mesi e per questo ha già nominato il responsabile del procedimento, nella persona del responsabile del settore acquisizioni beni e servizi della Asl Vittorio D'Ambrosio, e il relativo gruppo di lavoro per l'istruttoria. «Nè il responsabile del procedimento, né il gruppo di lavoro hanno però le competenze tecnico-ingegneristiche per valutarne la pubblica utilità», ha commentato Berardini, «per questo la Asl mi ha detto che saranno incaricati anche dei consulenti esterni. Nel foglio con cui si individua il responsabile del procedimento e il gruppo di lavoro, però, nulla viene detto su quali sono i requisiti e i paletti sui quali dovrebbe fondarsi la decisione della Asl. La cosa assurda è che manca qualsiasi programmazione da parte di Asl e Regione su come dovrà essere il prossimo ospedale. Di fatto si continua ad inseguire i privati». Da qui la decisione di investire della questione l'Anac. Berardini, inoltre ha chiesto alla Asl anche gli atti relativi al primo project presentato dalla Inc Spa, atti che la Asl dovrebbe consegnarli entro il 4 settembre. Altra questione sollevata dal deputato del M5S e dai rappresentanti dei comitati di quartiere è stata anche quella della localizzazione dell'ospedale, con la richiesta che resti a Villa Mosca, ritenuta la sua sede naturale. (a.m.)
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