Ospedale, ora a colazione zucchero e marmellata

24 Marzo 2018

Sollievo dei degenti, dopo le proteste si possono prendere entrambi  «E possiamo avere anche l’acqua fuori pasto per prendere le medicine»

TERAMO. Risolto il problema della colazione per i degenti dell’ospedale. Una decina di giorni fa un gruppo di ricoverati aveva infatti segnalato al Centro che ormai da qualche tempo a colazione gli addetti alla distribuzione pasti facevano scegliere fra la bustina di zucchero per dolcificare il latte e caffè e la marmellata da spalmare sulle fette biscottate. Non solo: c’era anche un problema di scarsa fornitura d’acqua, che si limitava a una bottiglietta da mezzo litro a pranzo e un’altra a cena. Quindi per necessità ulteriori – ad esempio per prendere i medicinali – i pazienti dovevano andare al bar o ai distributori automatici a comprare l’acqua.
Dopo la protesta dei pazienti la Asl ha avuto una riunione con la ditta che ha in appalto il servizio, chiarendo che bisogna fornire tutto il possibile ai malati, ovviamente compatibilmente con le esigenze di dieta o comunque nutrizionali e rimanendo dentro al capitolato d’appalto.
«Io non so che cosa sia successo», racconta un paziente, «ma adesso per fortuna possiamo avere una zolletta di zucchero e anche la vaschetta di marmellata. Oppure possiamo chiedere due zollette senza la marmellata. Mi sembra un’ottima soluzione. Noi pazienti siamo contenti che siano state ascoltate le nostre segnalazioni. Adesso non dobbiamo più portarci lo zucchero da casa, come si faceva trent’anni fa».
E’ stato fatto un notevole passo avanti anche per la fornitura d’acqua. I pazienti hanno sempre due bottigliette – una a pranzo e una a cena – ma viene lasciata una cospicua fornitura di scorta nei vari reparti.
«Anche questo ci sembra un bel passo avanti», aggiunge il degente, «ho letto sul giornale che alcuni pazienti per prendere una purga prima di un intervento si sono dovuti comprare l’acqua da soli. Il problema non sono i 50 centesimi o l’euro spesi. Intanto c’è il problema organizzativo, di chi ad esempio si muove con difficoltà, di procurarsi l’acqua per prendere le medicine. Ma poi è proprio un problema di immagine dell’ospedale, che non fornisce nemmeno l’acqua, elemento essenziale che bisogna consumare tanto. Siamo contenti che anche questo problema, seppur piccolo, sia stato risolto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA