Ospedale, riapre otorino con disagi per i pazienti

Il reparto che da luglio è accorpato ad urologia trasloca al quarto piano ma il cantiere crea dei problemi ai ricoverati. Un infermiere: personale scarso
TERAMO. Barelle abbandonate davanti al reparto, decine di faldoni lasciati in giro qua e là, impalcature con gli operai a lavoro in mezzo al corridoio.
Tutto normale se fosse un cantiere, e invece siamo tra il terzo e quarto piano dell’ospedale Mazzini di Teramo. In questi giorni sono partiti i lavori per la riapertura del reparto otorino “accorpato” lo scorso 17 luglio a quello di urologia. Apertura che avverrà in ritardo, quasi una settimana, rispetto alla data dell’8 settembre comunicata quest’estate dalla direzione sanitaria al personale medico e infermieristico.
Il reparto, che conta 14 posti letto, passerà al quarto piano con la medicheria che sarà sistemata in uno stanzino insieme a quella di urologia. In più, sempre al quarto piano, saliranno gli spogliatoi degli infermieri di piccola chirurgia e terapia del dolore che, una volta spostati i circa 150 armadietti ora stipati al terzo piano, saranno in pratica costretti a cambiarsi vicino a laboratori tra pazienti che vanno e vengono per una visita o un esame. Insomma un bel trambusto, e i primi a pagarne i disagi com’è prevedibile sono pazienti e personale.
Due giorni fa una donna teramana che doveva essere ricoverata per degli accertamenti è stata rispedita a casa per mancanza di letti. Del resto come spiega al Centro un infermiere che preferisce restare anonimo «i posti letto di otorino non bastano mai perché spesso servono a ospitare pazienti di altri reparti. Ma i disagi sono tanti, le persone ricoverate si lamentano perché a volte non trovano i medici che sono in ambulatorio e in urologia, anche noi infermieri siamo pochi (10 in tutto) e non riusciamo a coprire i turni. Per farla breve non riusciamo più a lavorare come vorremmo». Il reparto insomma soffre, e le carenze non riguardano solo il personale. «Manca tutto», continua l’operatore, « nei nostri bagni non c’è più l’acqua e anche il water è rotto, non abbiamo neanche il macchinario per triturare le padelle mono-uso che usiamo per raccogliere i bisogni dei pazienti». Lo sfogo arriva a poche ore dall’incontro con il personale del Mazzini voluto dal governatore Luciano D’Alfonso e al quale parteciperà il neodirettore generale della Asl di Teramo, Roberto Fagnano. La speranza, infatti , è che la visita istituzionale fissata per questa mattina «serva anche a far capire al presidente della Regione e al nostro nuovo manager quali sono i problemi veri di quest’ospedale».
Fabio Marini
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