Ospedale, scetticismo sui fondi: «Da Marsilio solo un annuncio»

5 Marzo 2023

Il sindaco D’Alberto: servono garanzie vere e la localizzazione verrà decisa dal consiglio comunale Mariani: non c’è alcun atto di bilancio e manca il tempo per farlo. I 5 Stelle: è propaganda elettorale

TERAMO. Nuovo ospedale, vecchie polemiche. Venerdì il presidente della Regione Marco Marsilio, annunciando che l’ente regionale coprirà con un mutuo i 140 milioni mancanti al finanziamento del nuovo presidio di Teramo, probabilmente si aspettava una generale approvazione. È arrivata, invece, una sfilza di reazioni come minimo intrise di diffidenza, a partire da quella del sindaco, se non addirittura di veleno.
IL SINDACO D’ALBERTO
«Ho sempre chiesto alla Regione di fornire garanzie sui finanziamenti destinati alle strutture sanitarie cittadine, ma non penso che una dichiarazione come quella di Marsilio sia una garanzia, quindi non posso che ribadire la mia posizione: no alla mera delocalizzazione del Mazzini, sì al nuovo ospedale, sì all'ospedale di secondo livello. La Regione garantisca in modo reale le risorse e poi il consiglio comunale deciderà come e dove sarà il futuro ospedale. Ho già detto queste cose quando l’assessore alla sanità Nicoletta Verì è venuta a Teramo a presentare il progetto, e non è vero come qualcuno sostiene che ci siamo fatti imporre la scelta urbanistica da Asl e Regione. Ricordo che la mia amministrazione è quella che ha ripristinato l'area dell’attuale Mazzini tra i siti possibili, a differenza della precedente che nel 2017 votò la scelta di fare il nuovo ospedale in aree fuori città. Adesso, per mera opportunità politica, nel centrodestra c’è chi fa dietrofront». Se si fa notare a D’Alberto che Asl e Regione vanno come treni sul sito di Piano d'Accio e non vedono alternative a questo, la risposta è: «Finora si è parlato del nulla, o quasi. Perché le risorse non c'erano, un piano sanitario non c'era, non c'era alcun presupposto solido. Adesso spunta questo mutuo, ma non basta. Anche perché ci devono dire con quali altre risorse riconvertirebbero l’attuale Mazzini nell’annunciata Cittadella della salute».
IL CONSIGLIERE MARIANI
Per il consigliere regionale Sandro Mariani, capogruppo di “Abruzzo in Comune”, «ancora una volta Marsilio in conferenza stampa ha fatto uno dei suoi numeri più riusciti: il gioco delle tre carte. Ha prima rimesso sul tavolo i famosi 120 milioni stanziati già dalla precedente giunta di centrosinistra, annunciando poi che sarà comunque la Regione a coprire con fondi propri la parte mancante. Peccato però che si sia dimenticato di spiegare come! Difatti a oggi questa fantomatica previsione di mutuo non è inserita in nessun atto di programmazione della Regione Abruzzo, in nessun atto di bilancio, e un mutuo di oltre 140 milioni non si inventa dalla mattina alla sera, a pochi mesi dalla fine del mandato. La grande delusione sono purtroppo i rappresentanti teramani della maggioranza che in questi anni non hanno fatto niente per difendere e tutelare la nostra provincia e, in ambito sanitario, hanno lasciato che Marsilio e suoi dirottassero risorse e soldi ovunque tranne che nel Teramano, non muovendo mai rimostranze dinanzi a questo scempio».
IL MOVIMENTO 5 STELLE
La portavoce teramana dei 5 Stelle, Pina Ciammariconi, è caustica: «E così, in prossimità della Pasqua, fioccano miracoli, si moltiplicano pani, pesci e capacità di indebitamento. La Regione Abruzzo, che per quattro anni ha pianto miseria, si scopre attenta e risparmiatrice. Ora i conti sono risanati al punto da poter accendere un mutuo e integrare la cifra mancante rispetto ai 120 milioni di euro nelle disponibilità Asl, che peraltro ci sono solo sulla carta, al momento ne risultano 89. A noi questa notiziona, che fa il paio con quella del riordino dell’intera rete ospedaliera regionale, sembra fuffa, propaganda elettorale bella e buona. Ma ai direttori e dirigenti della Asl e della Regione poco importa se ormai la maggioranza dei cittadini è contraria alla delocalizzazione, se ci sono passaggi istituzionali ancora da affrontare, se ci sono decine di ragioni che fanno propendere per l’attuale sede, se una manovra del genere porterà a un impressionante vuoto urbanistico a Villa Mosca e, come conseguenza, al definitivo declino della nostra città. Questi signori tireranno dritto».
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