Ospedale, è scontro sui manifesti

Il comitato pro Villa Mosca li fa affiggere, Cipolletti polemizza
TERAMO. La campagna del comitato promotore "Nuovo ospedale Mazzini" riparte con dei manifesti affissi sui muri in diverse parti della città e subito si scatena la polemica sui social.
Polemica che ha visto un vivace confronto tra Antonio Topitti e il medico e consigliere comunale Vincenzo Cipolletti, il primo fervente sostenitore del nuovo ospedale nell'area dove sorge attualmente il Mazzini e il secondo convinto che la scelta della localizzazione del sito, legata prevalentemente al tipo di struttura da realizzare, spetti ai tecnici essendo di natura prevalentemente urbanistica. A sollevare la polemica un post con cui Topitti ha condiviso sulla sua pagina Facebook il manifesto murario fatto affiggere dal comitato che recita: «Fermiamoli. Contro la desertificazione della città, contro il consumo di suolo, contro lo sperpero di denaro pubblico». Secondo il consigliere comunale, che raggiunto telefonicamente ha ribadito quanto scritto su Facebook, gli esponenti del comitato non avrebbero capito nulla di quello che vuol essere il nuovo ospedale. «Non stiamo parlando della sostituzione del Mazzini, stiamo parlando di un nuovo ospedale provinciale», ha commentato, «un ospedale per acuti di secondo livello, che competa con l'Aquila, Chieti, Pescara». Un ospedale che per Cipolletti non può che essere «costruito su modello orizzontale, con ampi spazi verdi, con ristorante, hotel biblioteca e mensa» e che sia baricentrico e facilmente raggiungibile da tutta la provincia. «L'idea non è quella di dismettere il Mazzini», ha concluso, «che con gli altri ospedali provinciali dovrebbe essere destinato alle patologie croniche e alla riabilitazione, ma di avere un ospedale provinciale all'avanguardia».
Immediata la replica di Topitti, che ha sottolineato come «lo spazio esistente a Piano D'Accio è più piccolo di quello dove insiste il Mazzini, senza considerare che l'area di Villa Mosca è facilmente raggiungibile e dotata di tutte le infrastrutture. La scelta del sito è politica, la realizzazione è tecnica, il contenuto è sanitario» .
Alessia Marconi
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