Ospedali, operatori delle mense in sciopero

Il 15 la protesta perché la Pap paga in ritardo gli stipendi. Pettinaro: c’è chi va a mangiare alla Caritas
TERAMO. Il 15 dicembre a rischio il servizio mensa negli ospedali. La Filcams Cgil ha infatti proclamato una giornata di sciopero. «L’azienda Pap continua a non rispettare i giorni di pagamento degli stipendi», afferma Mauro Pettinaro, segretario Filcams, che fa notare come gli operatori continuino a lavorare negli ospedali per assicurare pasti caldi durante il Covid19, «ma nonostante questo, nonostante la difficoltà oggettiva data dalla situazione contingente, nonostante l’attivazione anche della cassa integrazione (dovuta al calo di pasti degli ospedali e la conseguente decurtazione della retribuzione oltre al ritardo del pagamento dell’Inps) ad oggi non hanno certezza di ricevere lo stipendio, lo ricevono in notevole ritardo e nessuno sa quando lo stipendio arriva. Ad oggi ci sono lavoratrici che devono percepire ancora lo stipendio di settembre, altre lo stipendio di ottobre».
Martedì la procedura di raffreddamento in prefettura si è chiusa con esito negativo ed è stato proclamato lo sciopero il 15 Dicembre. La Filcams Cgil Teramo aveva già lo scorso anno posto il problema davvero gravoso del mancato rispetto delle tempistiche delle retribuzioni a chi opera nelle mense degli ospedali. « Il 27 marzo, in piena pandemia, le lavoratrici e i lavoratori hanno dovuto mettere in scena un flash mob con cartelli di protesta su tutti e quattro i presidi ospedalieri per lamentare ancora il ritardo degli stipendi», continua Pettinaro, « ad oggi nulla è cambiato. L’incertezza di ricevere una retribuzione per queste lavoratrici (sono quasi tutte donne) da incertezza nei pagamenti di mutui, finanziamenti, spese per le scuole dei propri figli, bollette, spese correnti… alcune lavoratrici sono state costrette (e lo sono tuttora) a rivolgersi alla Caritas perché non riescono a mettere niente in tavola. Eppure siamo nella provincia di Teramo, siamo in un appalto pubblico».
La Filcams Cgil ha chiesto alla Asl il pagamento diretto degli stipendi «perché riteniamo che una soluzione debba essere trovata nell’immediato». E nell’incontro in prefettura, continua Pettinaro, «l’azienda Pap non ci ha fornito nessuna rassicurazione sul pagamento immediato dello stipendio e, anzi, ha chiesto anche il dilazionamento delle tredicesime». Ci saranno dei disservizi, il 15 e la Filcams chiede «il sostegno anche dei pazienti, di tutto il personale sanitario e dei 4 sindaci dei Comuni dove sono presenti i presidi ospedalieri: Teramo, Sant’Omero, Atri e Giulianova».
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