Ospedali, riaprono i reparti accorpati

10 Settembre 2021

Smaltite le ferie del personale: da lunedì il Mazzini recupera 60 posti letto, Atri torna alla normalità il 20 e Giulianova il 27

TERAMO. Lo smaltimento delle ferie era una delle priorità della Asl di Teramo, soprattutto dopo un autunno, un inverno e una prima parte della primavera gravemente segnati dall’emergenza Covid. Ora, a quanto pare, le ferie di un personale che era arrivato stremato all’estate sono state smaltite, o stanno per essere smaltite. È quanto comunica la Asl annunciando in una nota che «riaprono, nella loro interezza, i reparti dopo gli accorpamenti estivi nei quattro ospedali provinciali».
La riapertura avverrà a tappe a partire da lunedì prossimo. Riferisce la nota: «Il 13 settembre al Mazzini riapriranno la Chirurgia vascolare (16 posti letto), la Chirurgia toracica (10), l’Urologia (18), l’Otorinolaringolatria (10), l’Oculistica (2), la Chirurgia maxillo-facciale (2), la Psichiatria (4)». Per quest’ultimo reparto viene annunciato che i posti «a brevissimo saliranno a 9, dopo la chiusura avvenuta durante il lockdown in quanto il terzo lotto, dove aveva sede, è stato convertito a ospedale Covid. Adesso sono terminati i lavori di adeguamento e messa a norma della nuova sede, al pianterreno del secondo lotto». All’ospedale di Atri, sempre il 13 settembre, riapriranno Medicina (37 posti letto), il Centro regionale di Auxologia e pediatria (4), il Centro regionale Fibrosi cistica (4). Il 20 settembre riaprirà la Lungodegenza (17) mentre il 27 la Chirurgia (17) e l’Ortopedia (16). All’ospedale di Giulianova il 27 settembre riapriranno la Medicina (42 posti letto), la Lungodegenza (17) la Chirurgia (17), l’Ortopedia (16). L’ospedale di Sant’Omero non aveva subito accorpamenti.
«La chiusura e gli accorpamenti di alcune unità operative, dettati prima dal Covid e poi dalla necessità di far fare le ferie al personale, non hanno mai determinato una riduzione dell’offerta sanitaria della nostra Asl», commenta il direttore sanitario Maurizio Brucchi. In realtà Brucchi vuol dire che sono state garantite la cura delle patologie neoplastiche e le urgenze, ma ovviamente gli interventi e le attività su patologie meno gravi sono stati rinviati. «Con la ripartenza vogliamo significare una ripresa, non solo sanitaria, del nostro territorio», conclude il direttore generale dell’azienda, Maurizio Di Giosia, «tanti nuovi direttori di unità operative sono giunti nella nostra Asl in questi mesi. Siamo certi che il loro apporto, unito a quello di chi già da anni lavora nella nostra azienda, avvierà una nuova stagione di ripresa e di rilancio».
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