«Ospedali, servizi antincendio insufficienti»

26 Aprile 2016

Lo sostiene la Confsal vigili del fuoco che indice lo stato di agitazione e chiede un incontro al prefetto

TERAMO. Insufficiente il servizio antincendio negli ospedali teramani. È quanto sostiene il segretario generale del sindacato Confsal Vigili del fuoco Franco Giancarlo. «Ancora una volta», scrive il sindacalista in una nota inviata alla Asl, alla prefettura, alla Regione e ad altri enti interessati, «ci troviamo costretti ad affrontare la problematica relativa agli oltre 30 lavoratori impegnati nella sicurezza antincendio dei presidi ospedalieri della Asl di Teramo». La Confasl ricorda che il nuovo decreto pone in capo alle strutture sanitarie prove di certificato prevenzione incendi, come quelle teramane, «l’obbligo di istituire la squadra antincendio, in supporto agli addetti di compartimento, nel numero minimo derivante dall’applicazione di un semplice calcolo algoritmico prescritto dall’allegato III alla regola tecnic». Un dettame che, secondo la Confsal, la Asl teramana non avrebbe recepito , «con la conseguenza che a far data dal 25 aprile 2016, gli operai superspecializzati che da anni garantiscono la sicurezza delle strutture ospedaliere di Teramo rimarranno senza lavoro. La problematica sociale qui rappresentata si somma ovviamente alla problematica relativa alla sicurezza antincendio di queste strutture che ribadiamo non essere a norma con il nuovo decreto ministeriale 19.03.2015, problematica che incide sulla sicurezza di tutta la comunità che necessità di avvalersi delle strutture sanitarie». «Siamo inoltre stati informati che codesta amministrazione», aggiunge il segretario della Confsal, «ha indetto una procedura negoziata per affidare, solamente per un mese, il servizio antincendio, ma con modalità prestazionali del tutto mutate e che non trovano riscontro alcuno nelle previsioni della normativa di settore. E’ infatti prevista la presenza di un solo addetto per ognuno degli ospedali! Un solo addetto per un ospedale, quello di Teramo ad esempio, ribadiamo privo di certificato di prevenzione incendi e oggetto di numerose prescrizioni da parte del comando dei Vigili del fuoco con oltre 400 posti letto!». La Confsal dichiara quindi lo stato di agitazione e chiede un incontro al prefetto «al fine di esperire le obbligatorie procedure di raffreddamento ai sensi della legge 146/90 e successive modifiche in mancanza del quale saranno attuate tutte le azioni sindacali previste ivi compreso l’esposto alla locale procura della Repubblica, rivendicando il diritto di tutti coloro che utilizzano le strutture sanitarie, luogo deputato alla cura ed alla salute, a poterlo fare in sicurezza».