«Ostacoli risolvibili, andiamo avanti»

3 Ottobre 2019

Il commissario D’Alessandro annuncia che a giorni saranno depositate le controdeduzioni alla decisione del comitato Via

ATRI. «Addurremo le nostre controdeduzioni alle pronunce degli organi regionali. Gli ostacoli all’ampliamento della discarica Santa Lucia sono facilmente risolvibili, andremo avanti». A parlare è il commissario del consorzio Piomba-Fino Laura D’Alessandro, che dopo aver studiato le recente pronuncia del servizio gestione rifiuti della Regione Abruzzo (che ha dato parere negativo alla costruzione del terzo invaso per 360.000 metri cubi) e dopo il preavviso di rigetto di ampliamento da parte del comitato Via (valutazione di impatto ambientale), che ha evidenziato ostacoli oggettivi come vincoli paesaggistico-territoriali e rischi idrogeologici dei terreni circostanti, si dice pronta a tirare dritto.
«C’è molta confusione sulla vicenda, la Regione ha fatto un piano di gestione rifiuti indicando l’area di Santa Lucia per il suo ampliamento», ha detto D’Alessandro, raggiunta telefonicamente, «consideriamo che lo ha fatto dopo uno studio di fattibilità e dopo aver fatto uno screening sui vari vincoli esistenti, rispetto ai quali ha evidentemente scelto la costruzione del terzo invaso. I vizi esistenti potevano essere valutati prima». In ogni caso per D’Alessandro «i vincoli addotti dal comitato “Via” sono facilmente risolvibili, c’è poca sostanza nei punti indicati nel documento di rigetto». A giorni, dunque, verranno depositate le controdeduzioni. «Capisco», ha continuato il commissario del consorzio Piomba-Fino, «che il tema sia molto sentito dalla popolazione e dalle associazioni ambientaliste ma i rifiuti vengono prodotti ogni giorno e da qualche parte bisogna depositarli. Certo, occorrerebbero altre politiche a favore degli inceneritori, azioni però che la Regione non vuole prendere in esame. I nostri tecnici – aggiunge la dirigente - sono già al lavoro per replicare, ribadisco che i rifiuti depositati nel sito atriano sono urbani non pericolosi e monitorati di continuo da un consorzio che è un fiore all’occhiello del territorio. Il diniego alla nuove costruzioni deve essere inserito in un quadro d’insieme ove il problema deve essere affrontato dagli stessi Comuni che fanno parte del consorzio, come quello di Atri che è contrario all’aumento di volume del sito di raccolta ma nel contempo fa parte del consorzio stesso. Bisogna cambiare metodo di raccolta occorre una visione che deve essere affrontata a livello nazionale». Alla domanda se il sito “Piomba-Fino” sarà aperto ad accogliere i rifiuti provenienti anche fuori regione D’Alessandro replica secca: «Di certo daremo la precedente a quelli abruzzesi, anche noi potremmo avere un problema di trasferimento rifiuti da destinare altrove. Bisogna essere aperti ad ogni eventualità».
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