Ostetricia, prima donazione di cordone ombelicale
Sant’Omero, venerdì la madre di un maschietto appena nato ha acconsentito al prelievo del sangue di funicolo da cui saranno raccolte le cellule staminali
SANT’OMERO. E’ un maschietto e pesa 3 chili e 400 grammi, il primo donatore di sangue cordonale nel presidio ospedaliero di Sant’Omero. La mamma del bimbo era venuta a conoscenza della possibilità di effettuare la raccolta del sangue di funicolo durante il corso di accompagnamento alla nascita. Il sangue è stato raccolto nel periodo compreso tra la nascita ed il secondamento (ultima fase del parto). Nello specifico, le cellule staminali ottenute dal sangue cordonale sono progenitori cellulari ad alto potenziale proliferativo ed in grado di auto-rinnovarsi, ed appartengono alla categoria delle cellule staminali adulte-somatiche. I vantaggi della raccolta di cellule staminali da sangue cordonale sono molteplici. Tra questi, il più eclatante riguarda proprio la fonte: viene infatti raccolto subito dopo la nascita, che sia da parto spontaneo o da cesareo eliminando tutte le difficoltà correlate al classico prelievo di organo. Inoltre, trattandosi di cellule immature dal punto di vista immunologico, risultano inerti nei confronti del sistema immunitario del ricevente, con una riduzione dei problemi correlati al rigetto di organo.
La mamma era stata ricoverata nell'unità operativa complessa di ostetricia e ginecologia dell'ospedale "Val Vibrata” di Sant’Omero, diretta dal professor Felice Patacchiola, alle ore 3,19 di venerdì scorso e, appena due ore dopo, il bimbo ha emesso il primo vagito. «Non abbiamo fatto in tempo nemmeno ad effettuare la partoanalgesia, altro grosso vanto del nostro punto nascita, tanta la rapidità con cui si sono svolti gli eventi», racconta Patacchiola, «ci sono voluti mesi per raccogliere questa prima sacca, pochi centilitri di sangue, ma se potranno salvare una vita, accendere una speranza, i nostri sforzi saranno ben ripagati. Ci piace pensare di stabilire così “legami di sangue”, che per una mamma che gioisce per la nascita del proprio figlio e “dona”, un’altra mamma possa farlo per la possibilità regalatale di guarire il proprio figlio».
La raccolta del sangue cordonale non prolunga in nessun modo i tempi del parto, non è dolorosa, non comporta alcun rischio per la madre o il neonato. La donna che ha donato il cordone è stata la 604esima dell’anno a scegliere il punto nascita di Sant’Omero per dare alla luce il proprio figlio. Il reparto di neonatologia del “Val Vibrata” di Sant'Omero è stato eletto centro per la raccolta del sangue del cordone ombelicale, che si fa anche al Mazzini dal 2005. Il Lions Club Val Vibrata aveva consegnato al reparto l’apparecchiatura per sigillare il contenitore contenente il sangue prelevato dal cordone ombelicale per poi essere depositato in una “banca pubblica”.
Alex De Palo
©RIPRODUZIONE RISERVATA

