Otto chili di droga nascosti sotto terra

Eroina e cocaina a Giulianova paese, i carabinieri arrestano due albanesi incensurati: in auto anche una pistola
GIULIANOVA. Il nascondiglio era una buca scavata tra le sterpaglie, in via Muracche. Ed è qui che due albanesi incensurati avevano occulato un sacco con 7 chili di eroina e 230 grammi di cocaina: droga che avrebbe fruttato 250mila euro e che molto probabilmente doveva servire a rifornire il mercato teramano, ma anche quello marchigiano. Nella tarda serata di giovedì scorso Veliu Arjon e Minai Milvan, entrambi 35enni residenti a San Benedetto del Tronto, ci sono arrivati a bordo di un’Audi 3 armati di una pala e con una busta contenente altri 435 grammi di cocaina, altra droga che doveva essere nascosta. Ma qualcosa di quella macchina ha insospettito i carabinieri del nuleo operativo e radiomobile, guidati dal luogotenente Paolo Gentile, impegnati in un servizio di prevenzione dei furti. Ed è così che hanno seguito la vettura da via Cupa a via Muracche, hanno visto Veliu scendere dalla macchina con la busta in mano e hanno capito che c’era qualcosa di strano nel suo atteggiamento.
Pochi attimi e i loro sospetti sono stati confermati perchè quando l’uomo è stato bloccato è bastato poco per capire che nella busta c’era della droga e che vicino a dove si trovava l’uomo c’era della terra movimentata con una pala lasciata vicino. Nella buca una busta nera, di quelle per i rifiuti, nascondeva diversi involucri: complessivamente sette chili di eroina. La ricerca si è poi estesa alla macchina da cui l’uomo era sceso: l’Audi, rimasta in zona, è stata intercettata dopo pochi minuti e alla vista dei militari il conducente ha ignorato l’alt e si è dato alla fuga ma è stato bloccato. Sotto a un sedile nascondeva una pistola a salve senza tappo rosso e nel portabagagli una pala. Per i due è scattato l’arresto per detenzione di ingente quantitativo e ieri mattina, davanti al gip Giovanni de Rensis, si è svolta l’udienza di convalida. I due, assistiti dall’avvocato Maurizio Cacaci del foro di Ascoli, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il giudice, dopo la convalida, ha disposto la custodia cautelare in carcere.
Le indagini dei carabinieri della compagnia di Giulianova, agli ordini del capitano Domenico Calore, mirano ora ad accertare la provenienza della sostanza stupefacente, già sottoposta a narcotest, e soprattutto il coinvolgimento di altri complici. Perchè appare evidente che dietro al grosso quantitativo si celi la presenza di un’organizzazione più vasta da cui i due potrebbero aver avuto l’incarico di detenere l’eroina e la cocaina in attesa di ulteriori operazioni sul mercato locale, forse la suddivisione di partite di droga da piazzare ai cosiddetti “cavalli”. Ma l’ingente quantitativo sequestrato dimostra, ancora una volta, come il Teramano ormai da tempo sia diventato terra di conquista per le organizzazioni che detengono il mercato della droga.(d.p.)
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