Pacchi di sale al sindaco «che affonda»

6 Gennaio 2015

Il Pd e “Teramo cambia” attaccano la giunta su emergenza neve, gestione della Team e sulle aliquote di Tari e Tasi

TERAMO. Confezioni di sale nelle calze della Befana per aiutare il Comune e il sindaco Brucchi che nell’emergenza ha chiesto la “collaborazione” dei cittadini. La provocazione è stata lanciata nel corso della conferenza stampa di “contro-bilancio” che il Pd e Teramo Cambia hanno convocato, con tanto di pacchi di sale, per fare le pulci alla giunta Brucchi. E se il sindaco dice di aver “tenuto la barra dritta nonostante la tempesta” il capogruppo del Pd, Gianguido D’Alberto, prosegue nelle tetafore marinare paragonando la giunta all’orchestra del Titanic, che ha continuato a suonare mentre il transatlantico affondava. Secondo l’opposizione Teramo sta affondando e, come era ovvio, nel contro-bilancio si è partiti alla rovescia, ovvero dalle ultime vicende che hanno avvelenato il clima politico, cioè l’emergenza neve e il flop di Capodanno.

TRASPARENZA. Mancanza di trasparenza e politica a colpi di provvedimenti di giunta: sono le accuse più pesanti rivolte dal consigliere Manola Di Pasquale alla quale preme, al di là del valzer di cifre enunciate per il concerto di San Silvestro, far emergere ombre sulla trasparenza con cui vengono amministrati i soldi pubblici, ma anche sulla singolare coincidenza che a fare da sponsor agli eventi siano sempre le “solite ditte” che lavorano con il Comune. «I fondi vanno utilizzati nell’interesse della collettività, non solo di pochi o alcuni» ha detto la Di Pasquale. «Il sindaco motiva l’ostinazione del Capodanno in piazza sostenendo che i ristoranti erano pieni, ma una pubblica amministrazione non tutela solo gli interessi di una parte del tessuto produttivo». La Di Pasquale contesta infine le modalità con le quali vengono autorizzate le spese, o con cui si approvano i provvedimenti. «Tutto viene deciso in giunta, in consiglio approdano pochissimi provvedimenti perché il sindaco è consapevole di non avere una maggioranza. Unico scopo è quello di perpetrare la sopravvivenza di un gruppo politico che finirà per estinguersi per cannibalismo visti i conflitti interni».

TEAM. L’opposizione non ci sta a far passare in sordina il tentativo del sindaco di rendere la municipalizzata totalmente pubblica per ripartire i debiti tra i vari enti coinvolti. Prima vanno sanati gli sprechi. «E’ bene ribadire che il costo dei rifiuti non dipende dallo smaltimento come il sindaco si ostina a dire» ha precisato la Di Pasquale, «ma dai costi fissi che le politiche clientelari hanno esasperato e portato alle stelle. Brucchi stia in guardia:non siamo disposti a creare nuovi carrozzoni politici».

IMPOSTE. L’altro cavallo di battaglia sono le aliquote alle stelle applicate su Tasi e Tari. D’Alberto ne fa una questione di credibilità. «Non regge più la cantilena del sindaco sui tagli del governo se è il primo a non dare il buon esempio. Come fa ad applicare al massimo le aliquote e chiedere sacrifici alle famiglie se ha 9 assessori?. Come minimo con questa tassazione ci si aspetterebbe servizi eccellenti, invece l’emergenza neve ha paralizzato i teramani, le famiglie non hanno tutele e anche sui servizi del trasporto scolastico e della refezione abbiamo assistito a goffi retro-front».

Non va meglio anche il capitolo spending review. «Il sindaco parla di tagli alle spese del personale come se fossero un merito suo», ha detto D’Alberto, «in realtà ha applicato solo la normativa e gli sprechi sono evidenti dall’aumento della spesa corrente passata nel giro di due anni da 43milioni e 800mila euro a 46 milioni e 364mila euro».

LAVORI E CASTELLO. L’intera compagine di centrosinistra, rinforzata dei consiglieri regionali Dino Pepe, Sandro Mariani e Luciano Monticelli, ha rivendicato i fondi destinati al castello Della Monica. «In dieci anni era stato ridotto a un rudere»ha detto Alberto Melarangelo «la delibera emanata a fine giunta Chiodi era uno spot elettorale. L’attuale governo D’Alfonso ha reso traducibile in fondi concreti questo finanziamento». E sulle opere pubbliche «Brucchi ogni anno ripropone le stesse cose tipo la riqualificazione del teatro romano. E in relazione ai forum per il recupero del vecchio stadio e del mercato coperto ci fa sorridere? Dopo aver snobbato i referendum invoca la democrazia solo nei momenti di disperazione?».(m.d.t.)

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