Pace fatta tra i pescatori e Cimar

Incontro chiarificatore con i rappresentanti dell’azienda dopo le recenti tensioni
GIULIANOVA . È tornato il sereno nei rapporti fra i pescatori giuliesi e i titolari dell’azienda ittica Cimar, dopo le vivaci proteste di giovedì mattina davanti alla vecchia sede della pescheria. Durante la mattinata di ieri, una delegazione di armatori ha incontrato gli amministratori della Cimar Daniele Pichinelli e Tonino Marinozzi, con l’intento di voltare pagina e chiudere così la spiacevole vicenda, riappacificandosi anche in vista dell’entrata in funzione del consorzio per la gestione del mercato ittico, di cui faranno parte tra gli altri sia rappresentanti dell’azienda che alcuni marittimi. Giovanni Massi, titolare del motopesca “Il faro” fa il punto sull’esito dell’incontro. «Abbiamo ripristinato un clima distensivo fra le parti», evidenzia l’armatore, «dopo la triste vicenda di giovedì mattina per la quale, a causa delle intemperanze di una persona, abbiamo rischiato di rovinare un rapporto professionale e di amicizia che dura da tanti anni. In questo delicato momento, in cui sta per prendere vita il consorzio del mercato ittico, atteggiamenti del genere non sono tollerabili, perché distruttivi». Attualmente i marittimi della pesca a strascico sono in sciopero da una settimana per protesta contro il caro gasolio e annunciano che l’attività sarà ferma almeno fino a giovedì. «È previsto per quel giorno un incontro a livello nazionale con i rappresentanti del Governo, sempre per il problema legato al caro gasolio: fra tutte le difficoltà correlate sollevate è questo il punto che più ci preme», tiene a evidenziare Massi, «siamo arrivati a pagare per un litro di nafta la cifra di un euro e 15 centesimi, una cifra per tutti noi insostenibile. In base all’esito della riunione di giovedì, se ci saranno aperture soddisfacenti, decideremo di tornare a mare: altrimenti continueremo a scioperare ad oltranza. Questa per ora è la nostra linea condivisa».
Stefania Gervasini

