Padre e figlio morti in due giorni In Val Fino tamponi a tappeto

Castiglione li ha salutati insieme al cimitero. Il sindaco D’Ercole: «Meno male che arrivano i test» Il bilancio delle vittime teramane sale a 25: nella giornata di ieri si sono registrati cinque decessi
TERAMO. Il senso della tragedia è nell’immagine delle due bare vicine al cimitero per l’ultimo saluto ai tempi del coronavirus. Sono padre e figlio di Castiglione Messer Raimondo (il primo di 88 anni e il secondo di 51) morti a distanza di un giorno. Domenica il figlio, all’alba di ieri il papà.
Il tributo pagato dalla provincia di Teramo al coronavirus è salito ieri a 25 persone, a cui si aggiunge un’altra vittima di un’altra regione. Sono cinque i malati deceduti fra domenica sera e ieri mattina nei due presidi Covid, ad Atri e nell’ex sanatorio di Teramo. Si tratta di una donna di 58 anni, residente a Castellalto, ricoverata ad Atri, un’altra di 62 anni, residente a Monte Giberto (Fermo), ricoverata a Teramo, due uomini di 88 e 81 anni, residenti a Castiglione Messer Raimondo, degenti ad Atri così come uno di 77 di Bellante, ricoverato in gravissime condizioni per altre patologie da giorni, negli ultimi trovato positivo al Covid. Secondo il bollettino della Asl ieri pomeriggio i pazienti ricoverati positivi al Covid-19 erano 102. All’ospedale di Teramo 23, di cui 5 in Rianimazione. In quello di Atri: 79, di cui 7 in Rianimazione. I ricoverati residenti al di fuori della provincia di Teramo erano 18. Oltre a questi, c’erano 16 casi sosetti ricoverati in Malattie infettive (2) e Pronto soccorso di Teramo (2), Rianimazione (2) e reparto sospetti (11) di Atri.
I pazienti positivi al Covid-19 in isolamento domiciliare con sorveglianza sanitaria attiva, erano 213.Le persone (provenienti dal nord Italia o che hanno avuto contatti stretti con pazienti positivi al Covid-19) poste in isolamento domiciliare con sorveglianza sanitaria attiva, sono 529.
TAMPONI. In tutta la provincia di Teramo ieri sono stati registrati 13 nuovi casi positivi. La Asl continua a fare tamponi sul personale che lavora al Mazzini, ma se domenica non sono stati registrati altri casi positivi, ieri ce ne sono stati due che hanno riguardato altrettanti operatori dell 118. Ci sono però problemi con i tamponi ai pazienti che hanno avuto a che fare con l’Oncologia. Paradossale il caso di una malata che si è andata a fare una terapia il 18 marzo, il 26 è andata a fare un controllo, e solo domenica scorsa è stata avvisata che essendo stata in contatto con un medico positivo doveva stare in quarantena (che per fortuna già osservata essendo immunodepressa). In più le hanno anche rinviato la Tac necessaria a iniziare un nuovo ciclo di chemio, dicendole che prossimamente qualcuno andrà a farle un tampone.
IL CASO CASTIGLIONE. Altre due vittime in poche ore a Castiglione, numeri che portano a 15 il numero dei morti nel piccolo centro della zona rossa della Val Fino che per il rapporto tra contagiati e abitanti (poco più di 2200) è stata tristemente definita la Vo’ d’Abruzzo. Con le storie a scandire asettici bollettini. Come quella dell’uomo di 88 anni morto il giorno dopo il figlio di 51. Li hanno saluti insieme nel pomeriggio di ieri al cimitero. E mentre il numero delle vittime cresce e anche quello dei contagiati (sono 56), il grido disperato lanciato ormai da giorni dal primo cittadino Vincenzo D’Ercole (in quarantena dopo essere risultato positivo al tampone) non è caduto nel vuoto. Da domani saranno fatti tamponi a tappeto, così come da lui richiesto appunto da tempo. «Il direttore del dipartimento prevenzione Ercole D'Annunzio della Asl», dice il primo cittadino, «mi ha comunicato che domani sul territorio comunale ci saranno due ambulanze che effettueranno tamponi per il Covid-19. Tali controlli, in questa prima fase, riguarderanno le persone che, individuate dai medici di base hanno dei sintomi da coronavirus e sono a casa, oltrechè con una postazione fissa si estenderanno alle persone che per lavoro sono quotidianamente esposti al rischio contagi e trasmissione. Sono titolari di negozi alimentari, farmacisti, volontari, operatori di qualsiasi genere che per via della loro attività lavorativa sono a contatto con le persone. I questa guerra è un piccolo passo in avanti che ci consentirà, nei prossimi giorni, di avere un quadro più delineato dei contagiati, già infinitamente troppi per la nostra realtà». Tamponi anche a Montefino, Bisenti, Arsita e Castilenti, gli altri centri della zona rossa. A Castilenti dove il sindaco Alberto Giulianili chiede da tempo sono già iniziati nella giornata di domenica con lo stesso primo cittadino che ha accompagnato gli operatori della Asl arrivati in ambulanza a fare il giro delle abitazioni per fare i test alle persone ch sono a casa con la febbre e ai loro familiari.
LA POLEMICA.E nemmeno l’emergenza frena la polemica. Sul caso di Castiglione è intervenuta la deputata del Pd Stefania Pezzopane che ha chiesto l’intervento del ministro della salute Roberto Speranza sulla questione dei tamponi. «Chiedo un intervento al ministro della salute», ha scritto, « affinché verifichi quanto accade in quei territori e chiedo di attivare anche interventi sostitutivi in presenza di così gravi inadempienze. Castiglione Messer Raimondo, è noto ormai, è un centro martoriato dall’emergenza coronavirus ed inserito in zona rossa con apposita ordinanza». Ieri, con una nota, il sottosegretario alla presidenza della Regione Umberto D’Annuntiis ha polemizzato con la deputata scrivendo: «Quello che sconvolge sul “caso Castiglione Messer Raimondo” è l’irresponsabile tentativo dell’onorevole Pezzopane di soffiare sul fuoco, cercando di giorno uno “scandalo” da agitare nel tentativo di guadagnare visibilità».
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