Paduli, dopo un anno e mezzo la prima famiglia rientra a casa

9 Marzo 2018

Campli, la frana si verificò nel marzo 2015 e nel 2016 cinque case e la chiesa furono sgomberate Finito il primo lotto di lavori, il secondo è finanziato e va appaltato. Poi anche gli altri potranno tornare

CAMPLI. La prima famiglia sgomberata è tornata a vivere a Paduli. Nella frazione di Campli per una grande frana nel marzo 2015 cinque abitazioni vennero evacuate. E venne chiusa anche la chiesa. Il fronte della frana infatti era a pochi metri dall’abitato.
Adesso è stato ultimato il primo lotto di lavori, finanziato con i 200mila euro risparmiati con un ribasso di una gara d’appalto per uno smottamento nella vicina Pastinella. E una prima famiglia è potuta rientrare a casa: il sindaco Pietro Quaresimale ha ritirato l’ordinanza di sgombero. In sostanza sono stati sistemati una quarantina di pali, a una profondità di 15 metri, del diametro di 80 centimetri. Pali inglobati poi in un muro di cemento di due metri di larghezza e uno di altezza.
Ora però mancano il secondo e terzo lotto dei lavori. Il finanziamento da 400mila euro c’è, e il progetto pure: il Comune deve solo fare la gara d’appalto. Appena realizzati i lavori di consolidamento, anche le altre quattro famiglie potranno entrare nelle proprie abitazioni, la chiesa sarà riaperta e il paese finalmente tornerà in vita. Poi c'è un ulteriore finanziamento stanziato sempre dalla Regione di 500mila euro per Paduli che servirà a consolidare l'altra estremità della frana.
Intanto dopo un anno e mezzo di vita da sfollati, coloro che sono rientrati a Paduli si godono la gioia di riavere la propria casa. «Sono contento di essere rientrato», commenta Giovannino Costantini, «spero nella ripresa dei lavori del secondo lotto in modo che possano rientrare nelle proprie abitazioni anche gli altri. E' stata una bella sensazione. Ora sappiamo anche che la casa è al sicuro».
Nella risoluzione, per ora parziale, della vicenda, è stata determinante la visita di Fabrizio Curcio, l’allora capo della Protezione civile e del governatore Luciano D’Alfonso, il 26 febbraio 2017. Dopo il sopralluogo sono state realizzate trincee drenanti per non far più affluire le acque di sorgenti naturali nel cratere della frana e sono stati riaperti il fossato e i canali all'interno del cratere per smaltire le acque nel fossato. Ed è stata sbloccata la prima parte dei lavori delle paratie, ora manca la parte definitiva. (a.f.)
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