Paesani dileggia il 25 aprile La condanna unanime lo costringe a dimettersi

Il consigliere subito isolato dalla maggioranza dopo un post su Facebook Il sindaco: «Se non se ne fosse andato lui, l’avremmo messo all’opposizione»
GIULIANOVA. «Comunque cominciamoci ad organizzare… il 25 dopodomani mentre voi cantate Bella Ciao… Io vi faccio l’accompagnamento sbattendo il pisello sulla ringhiera… La ritmica è importante». Queste le testuali parole di Simone Paesani, consigliere comunale di maggioranza, che con un post riferito alla festa della liberazione, sul proprio profilo Facebook, giovedì sera ha suscitato indignazione unanime tra le forze politiche cittadine e ieri mattina ha deciso di dimettersi. Non è la prima volta che Paesani (subentrato in consiglio comunale come primo dei non eletti nella lista Verso con 98 preferenze, dopo la nomina ad assessore di Federico Taralli) utilizza un linguaggio colorito sui social, provocando malumori e tensioni. Ma stavolta lo ha fatto anche all’interno della maggioranza di cui faceva parte, che lo ha costretto a uscire di scena. Al suo posto, per la lista Verso, entrerà in consiglio Carina Di Valerio, la quale ottenne 76 preferenze alle scorse amministrative.
Le prime prese di distanza da Paesani sono arrivate su Facebook a tarda sera dall’assessore Taralli e dal consigliere di maggioranza Ernesto Ciafardoni (che ha addirittura minacciato di aprire una crisi, qualora Paesani non avesse presentato le dimissioni). Ne è scaturita, ieri mattina, una riunione di maggioranza al termine della quale l’amministrazione Costantini, con una nota, ha fatto sapere che «si dissocia completamente dal contenuto altamente offensivo del post del consigliere Paesani e ribadisce i valori insostituibili della Resistenza alla quale si è ispirata la nostra Costituzione». Il gruppo politico Il Cittadino Governante ha chiesto al sindaco Jwan Costantini di ottenere le dimissioni dalla carica di consigliere di Simone Paesani, poiché ritiene «molto grave e deprecabile il gesto di vilipendere il 25 aprile, Festa della Liberazione, specie se a farlo è addirittura un consigliere comunale». Il capogruppo del Cittadino Governante Franco Arboretti è intervenuto sulla vicenda dicendo che «piuttosto che dissociarsi in tarda serata, il sindaco avrebbe dovuto cacciare un esponente della maggioranza che si permette di lasciarsi andare in esternazioni del genere, perché non è la prima volta che accade». Nella mattinata di ieri, Simone Paesani ha annunciato a mezzo video, sul proprio profilo Facebook, le dimissioni «irrevocabili» dalla carica di consigliere comunale, esibendo la copia protocollata in Comune e dichiarando che alla decisione pensava da tempo. Il sindaco Costantini ha commentato così: «Ho convocato una riunione di maggioranza e tutti i gruppi consiliari hanno chiesto le dimissioni del consigliere Paesani. L’alternativa per lui, qualora non avesse scelto di dimettersi, sarebbe stata quella di sedere nei banchi dell’opposizione. Mi dispiace, lo reputo un amico, ma la politica è una cosa seria e non va minimizzata e sminuita con simili comportamenti; ha perso un’ottima opportunità».
Note di dissenso sono pervenute da parte della commissione pari opportunità di Giulianova, che si è dissociata da «dichiarazioni che oltraggiano i valori della Resistenza», dal comitato del quartiere Annunziata che, oltre a prendere distanza dalle parole di Paesani, ha ricordato il sacrificio di «chi ha pagato con la propria vita per difendere questa libertà nella nostra società», e da Articolo Uno Federazione di Teramo, che ha sottolineato che «un sindaco che dichiara che dei “decreti se ne frega” non è di buon esempio ai violenti spiriti di un consigliere che, di contro, si sente autorizzato a comunicare qualsiasi cosa che gli passa per la testa».
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