Pagano: «Forza Italia unita per vincere e ripartire»

Il coordinatore regionale e candidato apre la sede elettorale del partito in città «Le divergenze vanno accantonate». Rita Ettorre: «In lista per il territorio»
TERAMO. “Uniti si vince”. Non sarà lo slogan più originale della storia, anzi il contrario, ma di sicuro è il più efficace per fotografare la campagna elettorale di Forza Italia in provincia di Teramo per l’appuntamento con le urne del 4 marzo. A evocarlo è il coordinatore regionale Nazario Pagano, capolista al proporzionale per il Senato, nel giorno dell’inaugurazione della sede elettorale del partito in città. «Abbiamo avuto qualche difficoltà in questa provincia», ammette, «ma queste elezioni permetteranno a Forza Italia di dare dimostrazione di unità e coesione».
Il riferimento è alla disastrosa conclusione dell’esperienza amministrativa comunale con la defenestrazione dell’ex sindaco Maurizio Brucchi, che si limita a un breve saluto iniziale, per mano di un pezzo dell’ex maggioranza legata a Paolo Gatti. Anche lui è presente all’apertura dell’ufficio e viene spesso citato da Pagano che lo ricorda come «recordman di preferenze nelle ultime regionali». Il coordinatore del partito si richiama più in generale a quella compattezza di squadra che non molti anni fa permise al centrodestra teramano di imporsi sulla scena provinciale e abruzzese «come alternativa a una classe dirigente di sinistra stantia». Pagano cita così Gianni Chiodi, «anche se ha cambiato casacca», e Mauro Di Dalmazio tra gli artefici dei successi che per un lungo periodo hanno consegnato la guida amministrativa e politica dei principale enti territoriali alla coalizione. «L’unità è un valore che non si può dimenticare», rileva «dobbiamo andare al di là delle divergenze di opinione che ci sono state perché c’è in ballo qualcosa di più grande: il governo del Paese».
Forza Italia, però, è stata additata per non aver espresso in posizioni utili all’elezione alcun teramano, compresi gli stessi protagonisti delle vittorie del recente passato. «Gatti meritava la candidatura», chiarisce Pagano, «ma a livello nazionale è stato deciso che i consiglieri regionali dovevano restar e al loro posto: non è stata una bocciatura».
Il coordinatore regionale, affiancato dall’omologo provinciale Vincent Fanini, un posto per un forzista teramano l’aveva trovato nel collegio maggioritario per il Senato, ma è stato costretto a cederlo a “Noi con l’Italila” per far spazio a Gaetano Quagliariello. Logiche nazionali e distribuzione delle candidature tra gli alleati hanno aperto la strada anche a Lucrezia Rasicci nel collegio uninominale della Camera appaltato alla Lega. Così, di fatto, l’unica teramana in corsa è Rita Ettorre, terza nella lista proporzionale per Montecitorio.
«Sono contenta di rappresentarvi», chiarisce la candidata rivolgendosi ai colleghi di partito e ai cittadini, «non importa in quale posizione». La sua è l’ennesima candidatura di sacrificio. Lei stessa ricorda quella in Regione nel 2014 che le portò comunque «un ottimo risultato che mi ha dato molta soddisfazione». Per lei non ci sono state solo corse a vuoto. È stata consigliera provinciale e tutt’ora siede nel consiglio comunale di Castellalto, suo paese di origine. «Non vengo dal nulla», tiene a precisare, «faccio politica per passione, non per professione, con coerenza e determinazione. Un «astro nascente» la definisce Paola Pelino, senatrice sulmonese capolista alla Camera, che annuncia: «Aprirò un ufficio a Teramo, ci vedremo spesso».
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