PalaScapriano, appello per evitare la chiusura

15 Giugno 2018

Il gestore deve lasciare l’impianto anche se la nuova gara è andata deserta «Se il Comune ci manda via, viola il contratto: pronti a fare la manutenzione»

TERAMO. Chiuso e senza manutenzione il palazzetto dello sport di Scapriano rischia di andare in malora. A lanciare all’allarme e il gestore dell’impianto che il 30 giugno dovrà farsi da parte. Nonostante la gara per il riaffidamento della struttura sia andata deserta, infatti, “Linea Informatica” sarà costretta comunque a lasciare l’impianto di cui si occupa da quattro anni. Lo impone il provvedimento adottato dal commissario del Comune Luigi Pizzi a seguito dell’emissione del bando per la nuova gestione.
Questa disposizione, però, non sarebbe in linea con i termini del contratto sottoscritto da “Linea Informatica” che fissa il prolungamento automatico dell’incarico in assenza di un gestore pronto a subentrare. A farlo notare è il titolare della società in procinto di lasciare il PalaScapriano. Ennio Abbatescianni, in una lettera indirizzata a Pizzi e ai dirigenti dei settori comunali interessati, richiama il vincolo contrattuale e sottolinea che in occasioni di precedenti gare andate deserte l’incarico gli è stato rinnovato. Il gestore pone anche una questione molto pratica. «L’impianto di Scapriano non è una palestra qualunque, ha la cupola in muratura più grande del mondo che va preservata e gestita nel modo corretto», spiega Abbatesciani. Da considerare ci sono, poi, «gli interventi che si sono stratificati» per via delle diverse esigenze sportive e per i quali è necessaria un’accurata manutenzione. Quest’ultima, sempre a detta del gestore in scadenza, risulta indispensabile anche per contenere una serie di criticità. Nella lettera vengono indicate in particolare «la gestione e sicurezza delle vie di esodo, le prescrizioni ma mano ricevute dai vigili del fuoco, il delicato equilibrio del sistema di impermeabilizzazione della cupola, nonché la presenza di più sistemi meccanici, alcuni dei quali non utilizzati ma ancora in pressione». L’abbandono delle attività manutentive, insomma, rischia di compromettere la struttura o quanto meno di rendere molto più lunghe e complesse le operazioni per il suo ritorno in funzione quando sarà individuato il nuovo gestore. Per questo Abbatescianni chiede al Comune di riconsiderare la scelta di estromettere “Linea Informatica”. La società è disposta a farsi carico della manutenzione del palasport anche in caso di distacco delle utenze, che lo renderebbero inutilizzabile, pur di evitare il suo deterioramento. “Linea Informatica avrebbe rafforzato la richiesta con il sostegno del Teramo Basket che utilizza il PalaScapriano. «Li avremmo citati nella lettera e in cambio non avrebbero pagato l’affitto dell’impianto», conclude Abbatescianni, «ma non hanno accettato».
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