PalaScapriano senza un gestore Teramo Basket rischia lo sfratto

2 Giugno 2018

Il bando per l’affidamento dell’impianto per dieci anni è andato deserto, da fine giugno resterà chiuso Allarme del presidente Ruscitti: non sappiamo dove far giocare la squadra nel prossimo campionato

TERAMO. Il PalaScapriano si ritrova senza un gestore e il Teramo Basket rischia non di non avere un campo per il prossimo campionato. È l’effetto domino innescato dall’ennesimo buco nell’acqua della procedura per l’affidamento in gestione dell’impianto sportivo. La gara d’appalto, bandita dal Comune per assegnare la struttura a una società che se ne facesse carico per i prossimi dieci anni, con possibilità di rinnovare la convenzione per i successivi dieci, è andata deserta. Nessuno si è fatto avanti per accollarsi la gestione senza alcun contributo da parte dell’ente e costi di gestione delle utenze che si aggirano sui 150mila euro annui. Per di più nel bando è stata esclusa l’ipotesi di un’ulteriore proroga alla “Linea Informatica” che si è occupata del palazzetto negli ultimi anni in attesa dell’entrata in scena di un nuovo gestore. A fine giugno la società di Ennio Abbatescianni dovrà comunque farsi da parte e l’impianto resterà chiuso. Di conseguenza il Teramo Basket, che ha utilizzato la struttura sborsando 26mila euro annui di affitto, è sotto sfratto e corre il serio pericolo di non trovare una collocazione per il campionato di serie B che ripartirà in autunno. «Per noi le condizioni del bando erano inaffrontabili», spiega il presidente Ermanno Ruscitti, «non avremmo potuto sostenere i costi di gestione». La società biancorossa, dunque, non ha potuto partecipare alla gara e in mancanza di un nuovo gestore del PalaSka resterà per strada. Il tempo, tra l’altro, stringe. «Entro il 30 giugno dobbiamo comunicare alla lega dove giocheremo la prossima stagione», fa notare Ruscitti, «ma al momento non sappiamo quale impianto indicare». I buoni rapporti con la Basketball, altra società cittadina che ha preso in questione il PalaSannicolò, permetterebbe alla Teramo Basket di utilizzare quell’impianto per gli allenamenti, ma resterebbe il problema per le partite.
Ruscitti dunque coglie l’occasione della campagna elettorale per lanciare quello che definisce «non il solito grido l’allarme». Il presidente, nel ricordare che la sua società paga regolarmente l’affitto del PalaScapriano, evidenzia l’insostenibilità per chi fa sport a livello dilettantistico dei vincoli gestionali imposti nel bando andato deserto. «Se non si prevede un contributo da parte dell’ente almeno per i primi anni di affidamento», osserva, «sarà impossibile trovare chi si farà carico di una struttura che richiede circa 500mila euro per interventi di manutenzione». Il Teramo Basket a suo tempo presentò una proposta in cui s’impegnava ad accollarsi una parte dei costi delle utenze, ma non fu accolta dall’amministrazione. «Speriamo di trovare una soluzione», conclude Ruscitti, «ma intanto chi ama Teramo non può permettere che questo patrimonio vada disperso».
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