Palasport gratis, in 5 a giudizio

15 Settembre 2019

Ci sono anche l’ex sindaco Quaresimale e due dirigenti del basket 

CAMPLI. È un’accusa di abuso d’ufficio in concorso quella da cui in cinque si dovranno difendere per la gestione del palasport di Campli che, secondo il giudice, sarebbe stato concesso gratuitamente alla locale società del basket con un danno per le casse del Comune di 21mila euro. C’è anche l’attuale consigliere regionale e capogruppo della Lega Pietro Quaresimale – in questa inchiesta citato nella sua veste di allora sindaco di Campli – tra i cinque nomi per cui il gip Roberto Veneziano ha respinto la richiesta di archiviazione fatta dalla Procura disponendo l’imputazione coatta. Con lui ci sono anche l’ex segretario comunale Stefano Zanieri, l’ex responsabile dell’area risorse dell’ente Luca Galeotti, i presidenti pro tempore dell'associazione dilettantistica “Campli basket Nino D'Annunzio” Emiliano Impaloni e del suo successore in occasione della modifica della denominazione in “Us Campli Basket 1957”, Domenico Graziani. L’indagine, portata avanti dagli agenti della sezione di polizia giudiziaria della guardia di finanza, nasce da un esposto e si sviluppa in una serie di accertamenti e acquisizioni di atti. Scrive il gip a pagina 13 dell’ordinanza: «La mancata “concessione in gestione” del palazzetto tramite gara d’appalto ha comportato, come ha argutamente posto in risalto la polizia giudiziaria relazionante, per l’ente locale un doppio danno economico: il primo (lucro cessante) in termini di mancato introito del canone di locazione, ovvero del prezzo di aggiudicazione della gara, e il secondo (danno emergente) in termini di mancato risparmio del costo delle utenze e della manutenzione; ne consegue che la condizione di percepibile e diffusa illegalità ha apportato un indebito vantaggio (anch’esso certo) per i soggetti privati».(d.p.)
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