Palazzine Ater nuove e già disastrate

A Colleatterrato basso 25 famiglie costrette ad abbandonare le case inaugurate due anni fa: «Ci sono crepe ovunque»
TERAMO. Inaugurate meno di due anni fa eppure non hanno retto all'impatto del violento sisma di domenica mattina. Le variopinte palazzine realizzate dall'Ater a Colleatterrato basso e affittate con la formula del canone concordato sono state abbandonate, dalle venticinque famiglie che le occupavano, a causa dei gravi danni riscontrati dopo l'ultimo forte sisma. «Il cappotto esterno degli edifici si è staccato», racconta Ugo De Santis, uno degli inquilini costretti alla fuga, «e ci sono profonde lesioni sia lungo le scalinate che all'interno degli appartamenti».
Gli affittuari, che tra l'altro pagano un canone di 530 euro al mese con possibilità di riscattare negli anni la proprietà dell'immobile occupato, hanno dovuto trovare sistemazioni alternative dopo aver consultato tecnici che hanno confermato la precarietà delle strutture. «Ci hanno detto che i pilastri reggono», racconta De Santis, «ma i muri e i controsoffitti possono cedere». Meglio, dunque, allontanarsi per evitare rischi. «Non ce la sentiamo di rientrare in quelle case», afferma l'inquilino, «anche perché sotto il cappotto esterno dei palazzi passano i tubi di acqua e gas e le relative utenze dovrebbero essere scollegate».
Per le famiglie sfollate, che oltre all'affitto arrivano a sborsare anche 200 euro al mese per le spese condominiali, si è materializzato un incubo. «Non è possibile che abitazioni di recente costruzione», conclude De Santis, «abbiamo subìto così tante lesioni». (g.d.m.)
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