Palazzine di via Longo da liberare, è scontro

18 Ottobre 2016

Polemiche in commissione sul progetto comunale di housing sociale, famiglie in ansia

TERAMO. Nuove grane sul progetto di Housing sociale, per i gruppi consiliari di opposizione al Comune di Teramo il progetto è naufragato. A prova di questo, per il consigliere di minoranza Paola Cardelli, ci sarebbe l’incertezza sul piano di mobilità delle famiglie, ma anche l’assenza di chiarezza sui passaggi del procedimento attraverso il quale il Comune deve destinare cinque palazzine al fondo immobiliare attivato per l’opera di abbattimento e riqualificazione degli immobili.

Teatro di queste polemiche è stata la commissione consiliare di Garanzia e Controllo convocata ieri in comune per approfondire le problematiche di riqualificazione del progetto di Via Longo. Per ilcapogruppo del Partito democratico Gianguido D'Alberto, queste scadenze non sono state rispettate,e adesso starebbero alimentando timori sulle conseguenze.

«L'accordo in caso di mancato rispetto delle scadenze», spiega D’Alberto, «prevedeva penali per il Comune da 150mila euro oltre alla possibilità della società Investire Immobiliare (che gestisce il fondo) di recedere dal contratto. Ci domandiamo adesso, di fronti questi palesi ritardi qual'è la posizione dell'amministrazione comunale visto che il progetto non ha le gambe per camminare».

Le considerazioni del capogruppo si estendono anche agli intoppi che potrebbero nascere per la sesta palazzina che in base al progetto iniziale resta in capo all'Ater. Quest’ultima dovrebbe farsi carico dei lavori di riqualificazione dell'immobile. «Nel corso del confronto con i vertici Ater», spiega l'esponente del Pd a margine del confronto in Comune, ci è stato ribadito che l'azienda per l'edilizia residenziale non ha i fondi per avviare l'intervento di riqualificazione e coì anche per la sesta palazzina di via Longo non c'è alcuna certezza sul completamento dell'intervento. Al di là del pasticcio amministrativo, resta l’irresponsabilità di una Giunta comunale che ha siglato accordi con penali economiche salate sapendo di non essere in grado di onorarle».

Per D’Alberto va infine evidenziato come questa incertezza ricada sulla pelle di tante famiglie: «Ad oggi ci sono interi nuclei familiari sospesi tra le incognite e i silenzi di questa amministrazione che non è in grado di far sapere per quanto tempo potranno rimanere negli alloggi e nemmeno se ci sono soluzioni alternative.(m.d.t)

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