Palazzo Cameli rinasce: via al piano da 1,6 milioni

5 Luglio 2024

TERAMO . Un investimento da un milione e 650mila euro da parte della Fondazione Tercas per il restauro di palazzo Cameli. Lo storico edificio, che affianca la sede della Fondazione Tercas...

TERAMO . Un investimento da un milione e 650mila euro da parte della Fondazione Tercas per il restauro di palazzo Cameli. Lo storico edificio, che affianca la sede della Fondazione Tercas (proprietaria dell’immobile dal 2010), occupa l'area tra largo Melatini e vicolo del Gomito. Il progetto di recupero della struttura è stato presentato ieri a palazzo Melatino dalla presidente della Fondazione Tercas Tiziana Di Sante, dalla vice presidente Martina Di Musciano, dalla segretaria generale dell’ente Annamaria Merlini, dai componenti del consiglio di indirizzo della Fondazione Marco Di Pietro e Antonella Scarponcini Fornaro e dagli architetti Luigi Franciosini e Cristina Casadei.
Il bando per le imprese interessate ad aggiudicarsi i lavori da effettuare a palazzo Cameli è pubblicato sul sito della Fondazione Tercas e scade lunedì 8 luglio. L’architetto Franciosini, nell'illustrare il progetto con l'ausilio di un plastico, dichiara: «Analizzando il palazzo si è palesata la complessità dell’edificio, in tutte le sue forme, dalla parte basamentale a quella più alta. Quello che stiamo facendo è uno sguardo sul tempo e sullo spazio. Non si tratta di una ristrutturazione, ma di un vero e proprio restauro. Stiamo cercando di mantenere il più possibile visibili i caratteri di ogni strato. Il palazzo, una volta restaurato, me lo immagino come un luogo destinato ad attività culturali, aperto a studi e incontri, e che i suoi spazi siano messi a disposizione di generazioni di teramani». Il progetto è l’ultimo atto del mandato della presidente Di Sante, che sottolinea: «L’acquisizione di palazzo Cameli è avvenuta con il presidente Mario Nuzzo, mentre la progettazione, con l’indicazione dei progettisti, la dobbiamo alla presidente Enrica Salvatore. È un investimento molto importante. Spero che i tempi siano brevi e che entro un paio d’anni si riesca a consegnare alla città questo palazzo, che rappresenta la storia e la visione della Fondazione. Una visione che vede il recupero di un immobile come occasione di rinascita, riscatto e coesione per una comunità».
Gaetano Lombardino