Palazzo Gavioli, il processo entra nel vivo

11 Febbraio 2015

GIULIANOVA. Entrerà nel vivo il prossimo 4 marzo il processo che vede imputate otto persone per il presunto abuso edilizio di palazzo Gavioli, la costruzione situata di fianco al Kursaal parte della...

GIULIANOVA. Entrerà nel vivo il prossimo 4 marzo il processo che vede imputate otto persone per il presunto abuso edilizio di palazzo Gavioli, la costruzione situata di fianco al Kursaal parte della quale venne sequestrata nel gennaio del 2010 in seguito ad un esposto presentato dai residenti del condominio confinante. Se nel procedimento civile i giudici hanno decretato come la realizzazione del palazzo, con alcune modifiche, possa continuare, accogliendo le richieste della proprietà, bisognerà vedere se nella fase penale tale decisione verrà confermata o sarà invece decretata la demolizione di parte dell'edificio. Nella prima udienza del processo, svoltasi nel settembre del 2014, è stata semplicemente ammessa la costituzione in qualità di parte civile sia del Comune che della partecipata Giulianova Patrimonio. Il 4 marzo invece si entrerà nel vivo del dibattimento e si cominceranno ad ascoltare i testimoni.

Secondo l'accusa, l'edificio è stato realizzato in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico in assenza di permesso di costruire, dato che i lavori sarebbero cominciati dopo la scadenza annuale del termine per l’avvio degli interventi; in più viene contestata la nullitàdel titolo edilizio perché rilasciato sulla base di un progetto non conforme alle prescrizioni di legge e alle norme del Prg, che regolano le distanze tra edifici e dal fronte strada, e perché frutto di abuso d'ufficio. Tra gli imputati figurano i costruttori Dino e Nino Gavioli e Valter Di Domenico, i progettisti Luciano Lenzi e Mario Maurizio Nori, l'ex dirigente comunale Roberto Olivieri e l'istruttore tecnico Severino Di Donato, tutti accusati di abuso edilizio. Per abuso d’ufficio e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale sono coinvolti Olivieri, Di Donato, Flaviano Core, altro dirigente del Comune, e Dino Gavioli (in qualità di istigatore): insieme avrebbero attestato falsamente la conformità dell'intervento edilizio ai parametri urbanistici e rilasciato un permesso di costruire in variante alla Gavioli, concedendole la possibilità di realizzare opere in contrasto con il Prg. (s.p.)

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