Palazzo Gavioli, la Cassazione rigetta il ricorso sui risarcimenti

La Suprema Corte conferma il pronunciamento della Corte d’appello: niente indennizzi alle parti civili A presentare reclamo è stato il condominio Tritone dopo la sentenza dei magistrati di Perugia
GIULIANOVA . L’ultimo grado di giudizio a scandire una vicenda complessa come quella del palazzo Gavioli di Giulianova: la Cassazione ha respinto il ricorso presentato dal condominio Tritone sui risarcimenti.
Così, nella giornata di ieri, si sono espressi i giudici della quarta sezione della Suprema Corte che hanno rigettato il ricorso presentato dalle parti civili (in questo caso solo i privati proprietari degli appartamenti del condominio) contro la sentenza emessa a giugno dell’anno scorso dalla Corte d’appello di Perugia con questi magistrati, chiamati a pronunciarsi dopo un rinvio della Cassazione, che hanno revocato la confisca dell’edificio, lo hanno dissequestrato e hanno rigettato la richiesta di risarcimento delle parti civili.
Una vicenda, quella del palazzo Gavioli, scandita da numerose sentenze e da altri precedenti pronunciamenti della Cassazione.
Nell’aprile del 2021 la Suprema Corte ha annullato la sentenza di condanna di secondo grado per intervenuta prescrizione dei reati di Dino Gavioli, quale rappresentante della società Gavioli e Restauri srl e dell’ex dirigente del settore urbanistica del Comune di Giulianova Roberto Olivieri (Gavioli assistito dagli avvocati Franco Coppi e Roberto Colagrande e Olivieri dall’avvocato Gabriele Rapali). Questo pronunciamento è arrivato dopo che in primo e secondo grado Gavioli e Olivieri erano stati condannati rispettivamente a un anno e a un anno e sei mesi per falso e abuso d’ufficio. I giudici Ermellini, dopo aver annullato la sentenza di condanna di secondo grado per intervenuta prescrizione, hanno rinviato alla Corte d’appello di Perugia limitatamente alla confisca, stabilita nei primi due gradi, e alle statuizioni civili. Statuizioni, cioè richiesta di risarcimento per le parti civili, che la Corte d’appello di Perugia non aveva accolto. Da qui il ricorso delle parti civili.
La palazzina, situata di fianco al Kursaal, venne sequestrata nel gennaio del 2010 in seguito a un esposto dei residenti del condominio confinante, il palazzo Tritone e all’avvio dell’inchiesta della Procura teramana (pm titolare del fascicolo il sostituto procuratore Silvia Scamurra). La controversia, partita come mancato rispetto delle norme tecniche del piano regolatore nella edificazione dello scheletro in cemento armato sul lungomare monumentale, lato ovest, è andata avanti per anni tra ricorsi e contro ricorsi con un percorso che non ha riguardato solo la giustizia penali ma anche quella amministrativa.
Dice l’avvocato Rapali nella sua veste di difensore di Olivieri: «La Cassazione ha finalmente messo la parola fine a un caso che si è protratto per anni e che in tutto questo tempo ha molto provato il mio assistito».
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