Palazzo invaso dai liquami ma l’Ater non interviene

L’amministratore di condominio fa scrivere dall’avvocato all’ente e alla Asl «C’è da riparare la fognatura, se non mi autorizzano non posso fare nulla»
TERAMO. Non si sblocca il problema della palazzina Ater di via Tevere i cui residenti sono costretti a convivere con puzza e disagi per colpa della fogna rotta. Lo rivela l’amministratore del condominio, Michele Malatesta, che chiede un intervento risolutivo dopo il sopralluogo sulla rete fognaria del 15 gennaio scorso a cui non è seguito nulla di fatto. «Abbiamo fatto un sopralluogo insieme all’ingegner Marcozzi, ai tecnici di una ditta di fiducia dell’Ater e a due condomini. È emerso che c’è un tratto fognario di circa 10 metri che dev’essere riparato. Tre pozzetti hanno il fondo rotto e vanno sostituiti», spiega Malatesta, «l’Ater ha preso l’impegno di sostituirli subito, ma continuo a chiamare senza ricevere riscontri. In quell’occasione è stata fatta un’operazione di spurgo, per permettere alla sonda di passare e vedere cosa non andava».
Dopo il sopralluogo, non ottenendo riscontri, l’amministratore si è rivolto al Codacons e dall’avvocato dell’associazione ha fatto inviare una lettera all’Ater e all’Asl di Teramo, sollecitando un intervento. «Posso fare i lavori solo se vengo autorizzato, lì ci sono sei proprietari, su un totale di 26 appartamenti, che mi hanno dato il loro consenso», ha concluso Malatesta, «ma il resto è dell’Ater, senza il loro benestare non posso muovermi. Anche il citofono è rotto da più di un anno ma non mi hanno dato l’assenso neanche per quest’operazione». L'impianto citofonico non funzionante ha costretto i residenti del condominio ad affiggere un foglio di carta sul citofono esterno, dove viene indicato un numero di telefono da chiamare per accedere o contattare alcuni condomini.
Quest'ulteriore problema va a sommarsi a quello ben più grave del sistema fognario, come è ben evidenziato nella lettera inviata all'Ater e all'Asl di Teramo qualche giorno fa dall'avvocato del Codacons. Nel documento viene specificato che, nel condominio "Excelsior" situato al numero 5 di via Tevere, «all'interno del locale autoclave e dei contigui locali condominiali del fabbricato, perdurano inflitrazioni di acqua che provocano disagi e cattivo odore, ormai non più tollerabili per gli abitanti del condominio», e che, attualmente, «l'impianto citofonico del fabbricato non è funzionante». Per questi motivi, si invita l'Ater ad intraprendere assieme all'amministratore del condominio «ogni azione idonea a sanare le incresciose situazioni» avvisando l'ente che la stessa lettera è stata inoltrata all'azienda sanitaria locale.
Chiara Di Giovannantonio
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