Palazzo Pompetti Il pm indaga sette commercianti

Va avanti l’inchiesta della Procura sull’edificio inagibile Le indagini sono state delegate alla guardia di finanza
TERAMO. L’inchiesta della Procura su palazzo Pompetti procede tra acquisizione di atti vari e iscrizioni nel registro degli indagati con sette privati finiti sotto accusa. Titolare del fascicolo il pm Davide Rosati che ha delegato la guardia di finanza. Agli indagati, che sono commercianti titolari di attività presenti nell’edificio, viene contestata l’ipotesi di reato di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Ovvero non avrebbero rispettato l’ordinanza di sgombero firmata a settembre dal sindaco Gianguido D’Alberto continuando a rimanere in locali dichiarati inagibili con esito E, un profilo di sostanziale gravità così definito dai tecnici della Protezione civile dopo i sopralluoghi fatti in seguito al terremoto. Inagibilità che hanno riguardato sia gli uffici comunali ospitati nell’edificio (subito sgomberati in seguito all’ordinanza), sia appartamenti e negozi. Ovvero i privati.Per il momento l’inchiesta si muove sulla contestazione di un solo reato – ovvero l’inottemperanza al provvedimenti dell’autorità e, in questo caso, proprio dell’ordinanza di sgombero – ma non è escluso che altri potrebbero aggiungersene. Nessuno, tra amministratori e privati, commenta.
Intanto da qualche tempo intorno a palazzo Pompetti sono state sistemate delle transenne. Le ha fatte installare il Comune per l’avvio dei lavori di messa in sicurezza che fanno capo all’ente e che riguardano la parte pubblica. Da soprintendenza e Cor, il centro operativo regionale che si occupa dell’emergenza terremoto, sono arrivati i nulla osta agli interventi destinati a rinforzare l’edificio dichiarato inagibile a settembre dopo un ulteriore sopralluogo dei tecnici della Protezione civile. Le transenne installate servono a isolare il perimetro dell’edificio sulle cui pareti esterne andranno montante le cosiddette “mantovane”. Si tratta di pannelli inclinati verso l’alto destinati a contenere l’eventuale caduta di calcinacci in strada, evitando così che colpiscano qualche passante. Da settembre le attività commerciali al piano terra sono rimaste aperte in attesa degli interventi di messa in sicurezza. Nel frattempo anche i privati hanno avviato i lavori nei locali da loro occupati.(d.p.)
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