«Palazzo Salvoni può crollarci addosso»

1 Novembre 2016

Con il vicino Adamoli, ha gravi crepe ma non c’è stata nessuna ispezione I residenti dell’edificio di fronte: non rientriamo, Brucchi faccia l’ordinanza

TERAMO. Essere proprietari di una casa che non ha riportato nemmeno una crepa con la terribile scossa di domenica mattina e vivere la situazione paradossale di sfollati. Accade a due famiglie che abitano in chiasso Anfiteatro, nel cuore del centro di Teramo. Tanto che l’antico edificio affaccia in parte sul teatro romano e in parte sue due palazzi disabitati, dichiarati inagibili dal terremoto del 2009, candidati ad essere abbattuti per riportare alla luce il resto dell’antico teatro.

«La scossa di terremoto di domenica mattina ha di molto peggiorato la situazione di palazzo Salvoni (quello che affaccia direttamente sul teatro, ndr), l’edificio si sta “gonfiando” e vediamo nuove inquietanti crepe. Sentiamo anche degli scricchiolii», racconta Concetta Murri, «siamo molto preoccupati, non ce la sentiamo di rientrare nelle nostre case. Un eventuale crollo potrebbe investire il palazzo di fronte, cioè il nostro. Anche perchè è stato costruito nel lato posteriore un contrafforte di cemento armato che potrebbe “spingere” gli edifici verso il nostro ».

Da più parti è stato sconsigliato alla famiglia della signora e a quella del vicino, Pietro Albino Di Pasquale, di rientrare nel loro edificio. «Si, ce lo sconsigliano», incalza la signora Murri, «ma nessuno lo dice ufficialmente. Dopo il terremoto del 24 agosto c’è stato un sopralluogo dei vigili del fuoco sia nel palazzo Adamoli che Salvoni. In entrambi è stata riscontrata una situazione pessima. I vigili del fuoco mi assicurano che hanno consegnato da tempo la relativa relazione al Comune, ma il sindaco non ha fatto alcuna ordinanza di messa in sicurezza del palazzo. Noi non sappiamo dove andare. Mio marito ha ancora i postumi di un grave incidente stradale, per cui non può assolutamente passare la notte in macchina nè tantomeno scappare agevolmente in caso di emergenza. Ho anche tre bambini, che sto costringendo a vivere accampati in mezzo alla strada o nei bar. Oggi abbiamo mangiato pasta e fagioli in piazza Martiri. E’ assurdo, considerando che la mia casa è a dieci metri».

Sia la signora che il vicino raccontano di una serie infinita di chiamate in Comune, senza alcun esito. «Sono andata dai vigili del fuoco che mi hanno consigliato di non rientrare», aggiunge Concetta Murri, «lo stesso mi hanno detto gli operatori della Protezione civile, che domenica hanno anche transennato la strada su cui affacciano i due palazzi. Strada poi riaperta stamattina (ieri per chi legge, ndr) dalla polizia perchè dice che non c’è alcuna ordinanza del sindaco. Io vorrei sottolineare che il palazzo è pieno di crepe, in pieno centro, e in zona passano tante persone. Se crolla potrebbe succedere una tragedia».

Il sindaco Maurizio Brucchi, interpellato sulla situazione, dice: «conosco il problema. Stiamo controllando molti edifici, faremo il possibile per intervenire appena ci riusciamo». Fino a ieri sera alle 21,30 però nessuno è arrivato a fare il sopralluogo e la famiglia ha deciso di rientrare. «Non possiamo più stare in mezzo alla strada, se succederà un incidente qualcuno sarà responsabile», annuncia la signora

IL SINDACO. Al termine di un vertice in Provincia questo è lo sfogo di Brucchi: «Dai media sembra che noi non abbiamo avuto ripercussioni. Io come Comune ho subito molti più danni adesso che nel 2009 dopo il terremoto dell'Aquila. A Teramo le scuole riapriranno lunedì prossimo per consentire tutte le verifiche».

PROCURA. Pericolante la torretta della ex caserma Rossi, l’edificio attiguo al tribunale che ospita in parte la procura e in parte gli uffici dei giudici di pace. Quest’ultimi ieri mattina sono stati sgomberati ed è iniziato il trasferimento in alcuni locali della vicina Agenzia delle entrate, in piazza Madonna delle Grazie. L’area della torretta, che non mai stata ristrutturata, è stata chiusa e ieri mattina una squadra di tecnici e operai del Comune (proprietario dell’edificio) ha fatto un primo sopralluogo per verificarne le condfzioni.

Nel pomeriggio, sul posto c’è stato anche un sopralluogo del sindaco Brucchi intervenuto insieme ad alcuni tecnici proprio per verificare personalmente le condizioni. La zona pericolante non riguarda l’area che occupa numerosi uffici della procura, ma solo quella che ospita le aule e gli uffici dei giudici di pace. In questa parte, che in passato è stata oggetto di interventi di ristrutturazione, i tecnici hanno riscontrato delle lesioni e per questo ne è stata disposta la chiusura con il trasferimento in alcuni locali dell’Agenzia delle entrate.

Nessuna inagibilità per il tribunale che resta aperto, anche se in alcuni uffici del palazzo di giustizia si sono aperte nuove crepe rispetto a quelle risalenti al sisma del 2009 e a quello di agosto.(a.f.-d.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA