Palazzo Tritone è pronto alla battaglia
I proprietari intenzionati a impugnare la decisione del Consiglio di Stato a favore della demolizione
GIULIANOVA . Difficilmente i proprietari delle unità immobiliari che formano il condominio Tritone accetteranno passivamente la sentenza del supremo organo di giustizia amministrativa.
E’ tema di discussione in città la recente disposizione del Consiglio di Stato che ha completamente riformato il precedente pronunciamento del Tar che aveva respinto l’ordinanza di demolizione emessa dal Comune di Giulianova relativa proprio al condominio ubicato tra via Ravenna e il lungomare Zara. Secondo i titolari delle unità immobiliari, sulla scorta di quanto disposto dal Consiglio di Stato, emergerebbe un “contrasto tra giudicati”. Gli stessi fanno riferimento a una sentenza del tribunale penale di Teramo dell’8 aprile 1974 che si espresse nell’ambito di un procedimento per abuso edilizio nei confronti dell’ex sindaco Pietro De Dominicis riguardante proprio la realizzazione del fabbricato chiamato condominio Tritone. Nel pronunciamento del tribunale di Teramo viene sottolineato che «la maggiorazione in altezza della costruzione finita, rispetto a quella autorizzata dal Comune, si riduce a soli 27 centimetri, abbondantemente entro i limiti della tolleranza legale del 3,50%, esigua differenza assorbita dal maggior spessore dei solai, che in definitiva conferisce alla stabilità e sicurezza a migliore garanzia della incolumità degli abitanti e dei terzi». Il Consiglio di Stato, dal suo canto, certifica che esiste un mutamento di destinazione d’uso del piano terra da garage a locale commerciale e che la maggiore altezza dell’intero fabbricato è di 2 metri e 20 centimetri. Oltre a ciò, l’organo di giustizia amministrativa fa una serie di considerazioni a sostegno della sentenza. Sulla scorta delle due diverse sentenze, non è escluso che i condomini avviino l’iter per ottenere la “revocazione” della sentenza del Consiglio di Stato che non avrebbe preso in considerazione il deliberato del 1974.
Sulla questione il sindaco Jwan Costantini non ha dubbi: «Nel momento in cui ci verrà notificata la sentenza non possiamo far altro che eseguirla secondo quanto stabilito. Non possiamo esimerci in quanto non esistono strade diverse da percorrere. A questo punto si pone un problema politico per il Cittadino Governante che nelle scorse settimane ha premuto per l’abbattimento di palazzo Gavioli. Vediamo quale sarà ora l’atteggiamento di fronte a questa sentenza». (al.al.)
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