Palestini torna in mare per Falcone e Borsellino

24 Agosto 2017

L’uomo Plasmon annuncia la settima traversata in pattino dell’Adriatico Impresa dalla Croazia a Giulianova con il velocista Paolo Clementoni

PESCARA. Una traversata dell’Adriatico in pattino, dalla Croazia a Giulianova, per lanciare un messaggio alle future generazioni: «Lo sport può essere un veicolo di riscatto sociale per chi ha capito di aver sbagliato e intende riconciliarsi con se stesso e con gli altri». Lo dice a testa alta Fioravante Palestini, 71 anni, da tutti conosciuto come Gabriellino, il testimonial della pubblicità in bianco e nero della Plasmon che fece sognare milioni di bambini prima di finire in carcere per una storia di traffico internazionale di droga.
Oggi che il passato è alle spalle, Gabriellino intende dedicare la sua prossima impresa in mare a due uomini simbolo della lotta alla malavita organizzata: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La settima traversata a remi in coppia da una sponda all’altra dell’Adriatico, presentata ieri a Pescara, partirà domenica prossima dalla città di Sibenik. Il giorno precedente lo staff salperà dal porto di Giulianova a bordo di un catamarano, salutato da una delegazione di autorità, amici e giornalisti. Assieme a Palestini salirà sul pattino denominato “Riscatto” anche Paolo Clementoni, 45 anni, sportivo ed ex velocista teramano. I due si alterneranno ai remi ogni due ore, vogando senza sosta e affidando le ore di riposo a un materassino sistemato sull’imbarcazione. L’obiettivo è riuscire ad abbassare tutti i record precedenti, arrivando a Giulianova in 26-27 ore. «Mio padre era un marinaio», racconta Palestini, «è da quando avevo 12-13 anni che tutte le mattine, per 6 mesi all’anno, prima di andare a scuola andavo a pesca con lui. Mi alzavo alle 4 del mattino e, dopo la colazione con le uova allo zabaione preparate da mamma, andavo in barca con papà. È uno sport che sento nel sangue, per questo l’ho scelto». La dedica della sua impresa ai magistrati antimafia arriva nell’anno del 25esimo anniversario della strage che nel 1992 uccise Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e, qualche mese dopo, Paolo Borsellino, assieme agli uomini delle rispettive scorte. Qualche anno fa nel 2009 Gabriellino aveva compiuto la stessa impresa in solitaria, remando dai due punti opposti dell’Adriatico in un tempo inferiore alle 29 ore e 30 minuti. Anche in quella circostanza la traversata fu dedicata alla memoria del giudice Giovanni Falcone. «L’ho conosciuto in carcere in Egitto nel 1984», racconta Palestini, «fu un’esperienza determinante che ha cambiato la mia vita. Mi ha aiutato a riacquistare la serenità. Oggi con questa nuova impresa vorrei far capire ai giovani e a chi si trova in difficoltà che c’è sempre la speranza, da coltivare con la volontà, di poter trovare una via di uscita da ogni avversità. L’onestà e la nobiltà dello sport sono un’ancora di salvezza». Il team della settima traversata “Giovanni e Paolo 1992 – 2017” è formato oltre che da Palestini e Clementoni, anche dal coordinatore regionale di educazione fisica Antonello Passacantando, dall’ex compagno di viaggio del 2016 Gianfranco Iadecola, ex magistrato, dal medico di bordo del catamarano di appoggio Daniele Manini e dal comandante Raffaele Ariozzi. «Speriamo nella clemenza del mare», conclude l’Uomo Plasmon, «quando siamo al largo bisogna pensare soltanto a concentrarsi: non c’è tempo per le chiacchierate perché o si rema o ci si riposa».
Ylenia Gifuni
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