Palloncini bianchi e un applauso: in tanti all’addio a Michelangelo

18 Febbraio 2023

Compagni di scuola, insegnanti e amici per l’ultimo saluto al 12enne morto per una malattia congenita C’è il sindaco con il gonfalone del Comune, l’abbraccio ai genitori all’uscita del feretro dalla chiesa

ANCARANO. Il dolore insostenibile sul volto dei familiari, dei compagni di scuola e di tanti concittadini. I palloncini bianchi liberati verso il cielo e la piccola bara con la foto di Michelangelo Cristforo Scaramazza e un cuscino di rose color panna. Ancarano si ferma alle 14.30 per rendere l’ultimo saluto al bimbo di 12 anni deceduto per un malore causato, ha precisato l’autopsia, da una patologia congenita. La chiesa della Madonna della Pace, ristrutturata dopo il sisma, non riesce a contenere il fiume di persone arrivato per stringersi al dolore dei familiari dello studente delle medie la cui giovane vita è stata spezzata lunedì sera, poco prima di cena, mentre lui giocava nel cortile di casa. Il parroco, don Davis Bertuzzi, nell’omelia esprime tutto cordoglio suo e della comunità per una tragedia che non si può lenire con solo le parole. Ad ascoltare, in un silenzio carico di commozione, ci sono gli amici di scuola e compagni di giochi, insieme ai loro genitori, alle insegnanti e alla dirigente scolastica. C’è anche il sindaco Angelo Panichi con il gonfalone del Comune.
Il primo cittadino ha indetto per ieri, il lutto cittadino. La comunità ha voluto testimoniare così la propria vicinanza a papà Emanuele, mamma Tatiana e ai fratelli di Michelangelo, Robert, Gabi e Xavier. Dopo la benedizione del feretro all’uscita dalla chiesa sono stati liberati palloncini, mentre un applauso ha rotto il silenzio prima che il corteo funebre partisse verso Coropolli per la tumulazione al cimitero. La morte di Michelangelo ha scosso tutti non solo per la sua giovanissima età, ma anche per quel malore improvviso che non gli ha lasciato nemmeno il tempo di chiedere aiuto. Lo studente della 2ª A di Ancarano si è accasciato mentre era fuori casa, in attesa della cena. I genitori lo avevano appena chiamato per mettersi a tavola insieme e, non sentendolo rispondere, sono scesi nel piccolo cortile dell’abitazione. Michelangelo era già esanime. I soccorsi sono scattati subito, ma per il piccolo non c’è stato nulla da fare. Lo sconcerto iniziale ha lasciato il posto allo strazio che rapidamente è dilagato in paese. Il pm ha disposto il trasferimento della salma all’obitorio di Teramo dove è stata eseguita l’autopsia da parte dell’anatomopatologo Christian D’Ovidio che ha accertato la causa naturale del decesso. Il magistrato ha dunque concesso il nulla osta alla sepoltura. Al sindaco Panichi rimarrà impressa nella memoria l’immagine di Michelangelo, quel bambino biondo e dai modi educati che lo salutava ogni volta che s’incrociavano e una settimana fa gli aveva chiesto di «fare una legge» che vietasse di buttare carte per terra.
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