Palloncino con un messaggio dalle Marche all’Abruzzo

8 Maggio 2018

TERAMO. Giovedì prossimo, due classi della scuola primaria "Gianni Rodari” di Porto Sant’Elpidio, in provincia di Fermo, visiteranno il borgo di Castelli, dove saranno accolte dalla sezione locale...

TERAMO. Giovedì prossimo, due classi della scuola primaria "Gianni Rodari” di Porto Sant’Elpidio, in provincia di Fermo, visiteranno il borgo di Castelli, dove saranno accolte dalla sezione locale del Club alpino italiano. L'invito a visitare l'Abruzzo, diramato dal presidente regionale del Cai Gaetano Falcone, prende spunto da un evento, tanto bello quanto fortuito, avvenuto quasi un anno fa. Il 27 maggio 2017 i piccoli scolari, in occasione della festa dell'intercultura e della solidarietà, avevano lanciato nel cielo tanti palloncini a cui avevano legato un messaggio di pace. Qualche giorno dopo, uno di questi biglietti, scritto a mano dagli alunni, era stato ritrovato impigliato tra le rocce da Mario Cimetta, accompagnatore della sezione aquilana del Club alpino italiano (Cai), sul monte Puzzillo nel parco Sirente-Velino. «Cari bambini non si devono più fare le guerre».
È quanto si legge su quel foglio, che, trasportato dal vento, dalla provincia di Fermo ha sorvolato i Sibillini ed il Gran Sasso per giungere in Abruzzo, regione ancora ferita dagli eventi sismici, come le Marche. A nome della scuola marchigiana, che è insignita del titolo di "ambasciatrice Unicef di buona volontà", la dirigente scolastica Francesca D’Ercoli ha accettato l'invito del Cai Abruzzo, evidenziando che «le belle parole con cui ci ha descritto gli stupendi paesaggi abruzzesi e il viaggio “tenace” del palloncino, la sua attenzione per un episodio che ad altri sarebbe passato inosservato ci inorgogliscono e ci invogliano a continuare nel percorso di apertura verso gli altri». E Falcone aggiunge che «i bambini sono entusiasti per l'avventura del loro palloncino con il biglietto di pace». Poiché, come ricordato dalla docente marchigiana Maria Belà, tante volte i piccoli avevano immaginato il “futuro” di quel messaggio e sperato che arrivasse a chi ne avesse avuto bisogno in quel momento. (c.d.g.)
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