Pallone con cellulari e droga per i detenuti di Castrogno

7 Aprile 2020

La polizia penitenziaria lo trova sotto il muro di cinta: qualcuno ha visto gli agenti e lo ha lasciato  Nei giorni scorsi denunciato un uomo che cercava di lanciare nel carcere ovuli con dei piccoli telefoni

TERAMO. Anche ai tempi del coronavirus non mancano gli escamotage per fare entrare droga e cellulari in carcere diretti ai detenuti. E proprio in questi giorni di emergenza, con i colloqui dei familiari bloccati, la polizia penitenziaria in servizio all’istituto penitenziario teramano, nonostante la cronica carenza di personale, è riuscita a sventare due episodi nell’ambito dei servizi di vigilanza disposti 24 ore su 24.
In particolare, in un caso, a ridosso del muro di cinta del penitenziario è stato trovato un pallone da calcio riempito con piccolissimi telefoni cellulari, schede telefoniche e droga. Si presume che qualcuno, visti gli agenti, lo abbia lasciato lì e si sia dato alla fuga. In particolare nel pallone da calcio pronto al lancio erano stati nascosti cinque mini telefonini, tre schede sim, 31,6 grammi di hascisc e 28,6 grammi di cocaina
Nei giorni scorsi, inoltre, sempre vicino al muro di cinta dell’istituto di pena, era stato trovato (e denunciato) un 50enne di origine romana che cercava di lanciare all'interno del carcere degli ovuli anch'essi con micro telefoni cellulari. Così come, sempre nei giorni scorsi, è stato rinvenuto un pacco contenenti altri micro cellulari e sostanza stupefacente destinato dai familiari a un detenuto che sta scontando una condanna per associazione mafiosa.In una nota il sindacato di polizia penitenziaria Sappe, nel sottolineare l’importante e valido l’operato della polizia penitenziaria che ancora una volta ha scongiurato l’entrata di droga e telefonini diretti ai detenuti, coglie l'occasione per sollecitare il ministero ad adottare «un netto cambio di passo sull'uso di telefoni cellulari e sulla droga in carcere e chiede che le forze di polizia siano dotate di apparecchiature adeguate per contrastare l'uso di strumentazioni elettroniche da parte dei detenuti». Richieste già fatte in altre occasioni e ancora in attesa di risposte.(d.p.)
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