Palo della luce cade sul lungomare di Cologna

3 Settembre 2019

Di Stanislao (Azione Politica): «L’amministrazione qui è totalmente assente»

ROSETO. «Cologna merita più rispetto, è abbandonata a se stessa e l’amministrazione è completamente assente sul territorio, nonostante vi risieda un suo importante esponente come il vicesindaco». A puntare il dito contro l’amministrazione comunale è il referente locale di Azione politica Andrea Di Stanislao, il cui duro attacco arriva dopo la caduta, sabato sera, di un palo della luce sul lungomare di Cologna Spiaggia, nella zona dei camping Stella Maris e Nino. In quel momento, fortunatamente, nessuno transitava su quel tratto di lungomare ma l’incidente avrebbe potuto avere gravi conseguenze visto che l’area è solitamente frequentata da bambini, ospiti insieme ai genitori delle vicine strutture ricettive. Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza l’area.
«La manutenzione a Cologna è scandalosa», tuona Di Stanislao, «purtroppo l’amministrazione non vigila e non risponde alle richieste dei cittadini, sperando che dopo qualche giorno questi smettano di parlare delle problematiche del territorio. Fanno orecchie da mercante». Sarebbero diversi i disagi vissuti dai residenti della popolosa frazione rosetana: dalla scarsità di parcheggi ai sottopassi vecchi e inadeguati fino ai “biscottoni” di cemento presenti sul tratto centrale della pista ciclabile che separano l’area dalla carreggiata stradale e della cui sostituzione si parla dalla scorsa estate. «Ripetono sempre la storia che occorrerebbero soldi dalla Regione per sostituirli con cordoli di gomma», continua l’esponente di Azione Politica, «ma davvero non c’è una ditta privata capace e disposta a svolgere ugualmente il servizio? La verità credo sia un’altra: hanno speso i soldi diversamente». Secondo Di Stanislao, infatti, le modifiche al progetto originario per la ciclabile di Roseto avrebbero richiesto spese extra, a discapito di altri interventi come quello che avrebbe dovuto munire l’area del Borsacchio di asfalto ecologico. «Quella di non poter asfaltare all’interno di una riserva è un’altra scusa che hanno accampato», conclude l’esponente di Azione Politica, «perché il progetto della precedente amministrazione lo prevedeva ed aveva ricevuto l’ok degli organi di tutela ambientale».
Piergiorgio Stacchiotti
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