Palozzo presidente, il Comune di Pineto va in tribunale

27 Novembre 2020

PINETO. Finisce a carte bollate l’elezione di Pietro Palozzo a nuovo presidente del consorzio di gestione dell’area marina protetta “Torre del Cerrano”. Ieri la giunta comunale di Pineto ha proceduto...

PINETO. Finisce a carte bollate l’elezione di Pietro Palozzo a nuovo presidente del consorzio di gestione dell’area marina protetta “Torre del Cerrano”. Ieri la giunta comunale di Pineto ha proceduto a conferire l’incarico a un legale per la tutela delle ragioni e degli interessi del Comune nelle competenti sedi giudiziarie. In una nota del municipio si legge: «Lo scorso 17 novembre, dopo aver regolarmente verbalizzato che gli eleggibili alla carica di presidente del Cda dell’Amp Torre del Cerrano dovevano essere individuati tra quelli designati dal Comune di Pineto (ovvero tra Fabiano Aretusi e Giuseppe Gentile), come previsto dall’articolo 19 dello statuto dell’Amp, nel quale è stabilito che il presidente deve essere un esponente designato dalle giunte dei due Comuni su cui ricade il Parco, in alternanza l’uno con l’altro, il neo Cda, nel corso del primo consiglio di amministrazione ha votato Pietro Palozzo, designato dalla Regione Abruzzo e che non aveva titolo per fare il presidente. Essendo stato Leone Cantarini, presidente uscente, designato dal Comune di Silvi, stavolta questo incarico doveva essere affidato a una figura tra quelle designate dal comprensorio pinetese».
Il presidente dell'assemblea dell'Amp, nonché sindaco Robert Verrocchio ha dichiarato: «La questione è gravissima e senza precedenti nella storia dell’area marina. Con questa azione non solo si stanno perdendo di vista gli obiettivi dell’Amp, ma si sta anche ledendo il diritto del Comune di Pineto di insignire a vertice del Parco i suoi designati così come previsto dallo statuto. Per questa ragione abbiamo deciso di agire per vie legali a tutela del nostro territorio».
Palozzo la settimana scorsa aveva evidenziato come eventuali ricorsi dovranno essere trattati davanti alla giurisdizione ordinaria e non amministrativa. Ciò comporterà inevitabili lungaggini. (d.f.)
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