Palpeggia ragazza alla stazione: condannato a 2 anni per violenza

11 Febbraio 2023

Un polacco di 60 anni aveva avvicinato la studentessa alla cassa automatica per fare i biglietti Dopo la denuncia, era stato rintracciato dai carabinieri a poca distanza dalla ferrovia

TERAMO. Le sentenze servono a definire dei confini invalicabili. Non solo penalmente. E anche se non sempre bastano, offrono strumenti efficaci per cambiare senza perdere tempo in un Paese in cui i numeri della violenza di genere sono sempre in aumento. A raccontare l’ennesimo caso è la sentenza emessa dal tribunale di Teramo che, in primo grado, ha condannato un 60enne polacco senza fissa dimora a due anni per violenza sessuale: l’uomo è accusato di aver dato una pacca sul sedere e palpeggiato una ragazza alla stazione ferroviaria. La sentenza è stata emessa dal collegio presieduto da Valeria Di Felice (a latere Emanuele Ursini e Silvia Fanesi). Il collegio ha accolto la richiesta del pm Stefano Giovagnoni che aveva chiesto la condanna a due anni anche sulla base di una precedente condanna dell’uomo per reati simili. Il fatto avvenne nel 2021 alla stazione ferroviaria di Giulianova: secondo l’accusa in quell’occasione l’uomo si sarebbe avvicinato a una giovane studentessa che stava facendo il biglietto alla cassa automatica e l’avrebbe toccata. La giovane donna aveva subito chiamato i carabinieri facendo una descrizione dell’uomo che in poco tempo era stato rintracciato, identificato e denunciato. Va ricordato come, ormai da tempo, questa fattispecie di reato sia considerata quella di violenza sessuale e non quella di molestie. Questo dopo che nell’ambito del diritto penale sostanziale procedurale, l’ordinamento è intervenuto con una serie di modifiche codicistiche sui reati di natura sessuale. A cominciare da quanto affermato nel 2021 da una sentenza della Cassazione: «Integra il reato di violenza sessuale anche quella condotta che, pur caratterizzata da un fugace contatto corporeo con la vittima, sia finalizzata a soddisfare l’impulso sessuale del reo». Con gli Ermellini che hanno significativamente rimarcato la differenza tra molestie e violenza sessuale.
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