Pannella riceve le chiavi della città e si commuove

Ieri mattina una delegazione teramana guidata dal sindaco ha consegnato la cittadinanza onoraria al leader radicale nella sua abitazione romana
TERAMO. I segni delle precarie condizioni di salute non nascondo l’emozione sul viso di Marco Pannella. Il leader radicale ha gli occhi lucidi quando il sindaco Maurizio Brucchi gli consegna le chiavi della città e la pergamena con le motivazioni che lo annoverano tra i teramani benemeriti. Il primo cittadino è arrivato nell’abitazione romana dell’ex parlamentare ieri mattina (sabato 14 maggio) intorno alle 11. Ad accompagnarlo c’erano il deputato Paolo Tancredi, la consigliera comunale Cristina Marroni, l'esponente radicale teramano Vincenzo Di Nanna, il presidente di Teramo nostra Piero Chiarini e Laura De Berardinis.
Insieme si sono stretti al simbolico abbraccio a Pannella nel quale sindaco il sindaco ha accomunato tutta la cittadinanza teramana al momento della consegna dell’onorificenza. Il vecchio leader, che il 2 maggio ha compiuto 86 anni, ha ringraziato tradendo più di un pizzico di commozione, ma senza rinunciare al suo sorriso, all’immancabile sigaretta tra le dita e al gusto per la battuta. Particolarmente apprezzate da Pannella sono state le motivazioni del riconoscimento riportate nella pergamena che ne sottolineano l’impegno sociale e civile, profuso in tante battaglie per il riconoscimento dei diritti e per il progresso, oltre al profondo attaccamento al territorio e alle sue origini teramane testimoniate anche nelle espressioni dialettali che volutamente usava anche nei confronti dialettici con personalità di livello nazionale. La consegna delle chiavi della città ha completato la cerimonia con cui il consiglio comunale, giovedì pomeriggio, ha conferito all'ex parlamentare la cittadinanza onoraria.
L’onorificenza, accolta con un caloroso applauso, gli è stata assegnata nella stessa aula dove Pannella agli inizi degli anni '90 è stato seduto come consigliere comunale di opposizione rinsaldando così il legame con la città natale. Anche in quel ruolo il leader è stato protagonista di epiche battaglie, come quella contro il primo progetto del Lotto zero che lo portò a incatenarsi alle ruspe nella zona dell'Acquaviva pur di non far partire i lavori che avrebbero cementificato il Tordino.
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