Pantoli: «Non ha senso limitare gli orari della movida»

17 Agosto 2020

ALBA ADRIATICA. «Non ha senso limitare così gli orari di apertura dei locali della movida»: così Renato Pantoli, presidente della Pro loco Città di Alba Adriatica, polemizza nei confronti dell’amminis...

ALBA ADRIATICA. «Non ha senso limitare così gli orari di apertura dei locali della movida»: così Renato Pantoli, presidente della Pro loco Città di Alba Adriatica, polemizza nei confronti dell’amministrazione del sindaco Antonietta Casciotti e del protocollo Movida Serena. Il riferimento è all’obbligo di chiusura dei locali alle due della notte, poi spostato alle tre, ufficialmente motivata dal municipio come misura per evitare la diffusione del contagio da Covid. Ma per Pantoli lo scatto in avanti di un’ora non è abbastanza, anche per questioni di degrado urbano: «I problemi che si registrano in alcune aree come il lungomare e soprattutto la zona delle pinete sono dovuti spesso alla mancanza di presenza costante delle forze dell’ordine, e non ai locali che svolgono il loro lavoro. Nel momento clou dell'estate occorrerebbe quindi concedere maggiore libertà in termini di orari ai gestori, che per primi hanno l'interesse nel rispettare le regole imposte per il Covid, così si potrebbero limitare episodi che recano disordini, schiamazzi e soprattutto danneggiamenti ai residenti e alle attività. L’ente deve inoltre organizzare la sicurezza privata, visto che la macchina dei controlli è limitata dal fatto che vigli urbani non prestano servizio dopo le ore 22».
Poi la Pro loco storica cittadina polemizza sul fatto di non essere stata coinvolta dall’amministrazione nella condivisione del protocollo Movida Serena, a differenza di altre associazioni tra cui la Pro loco Spiaggia d’Argento. L’esclusione è stata anche tema di discussione in consiglio comunale su interrogazione dall’opposizione di Gabriele Viviani. Polemizza Pantoli: «Non farci partecipare alla vita della città è un tentativo di far chiudere i battenti all’associazione per motivazioni di “simpatia politica” e per beceri condizionamenti esterni di alcune sedi di partito. La Pro loco ha dato tutta la disponibilità a collaborare e lo abbiamo dimostrato con gli eventi e con la nostra presenza sul territorio. L’amministrazione voleva unire Alba con “Uniamo Alba”, ma questi atteggiamenti regolati con ritorsioni punitive ed esclusione dai tavoli contraddicono quanto scritto nel programma amministrativo. Pretendiamo il riconoscimento del nostro ruolo di presenza decennale sul territorio».(l.t.)