Paolo e Patrizio, 13 anni e il sogno di sfondare nel calcio

10 Aprile 2015

GIULIANOVA. Non capita tutti i giorni di sentirsi chiamare “piccolo Messi” dall’allenatore delle giovanili del Barcellona, ma è proprio questo che si è sentito dire il giuliese Paolo Troka, classe...

GIULIANOVA. Non capita tutti i giorni di sentirsi chiamare “piccolo Messi” dall’allenatore delle giovanili del Barcellona, ma è proprio questo che si è sentito dire il giuliese Paolo Troka, classe 2002, durante la partita disputata nel Torneo Internacional Fcb Escola che ogni anno, a Pasqua, mette a confronto le più importanti scuole calcio dell’Fc Barcellona nel mondo. Insieme a lui, in campo insieme al Team Italia nella categoria Precompeticio (2001-2002), l’amico e altrettanto promettente giocatore Patrizio Moscianese, anche lui 13enne giuliese.

«Mi emoziono ogni volta che vedo mio figlio in campo», racconta Mario Moscianese, «ma l’emozione è stata tantissima nel vederlo giocare in uno stadio del Barcellona. Patrizio è un ragazzo educato e si dedica anima e corpo a quello che fa. Si sveglia la mattina alle 6 per studiare e mette lo stesso entusiasmo sia nello studio che nel calcio». Sono parole che trasudano orgoglio e commozione quelle del padre del piccolo Patrizio, che in realtà tanto piccolo, almeno fisicamente, non è. «In campo Patrizio è una macchina da guerra. La madre Barbara è scoppiata in lacrime quando ha saputo che l’avevano scelto per Barcellona. Insieme all’amico Paolo hanno fatto diversi provini a Roma e Teramo. Spero con tutto il cuore che il suo sogno di diventare calciatore professionista possa diventare realtà».

I due ragazzi, scelti in mezzo a centinaia di altri calciatori in erba provenienti da tutta Italia durante il camp organizzato dal Barcellona a Gubbio nel luglio scorso, promettono bene. «E’ stata un’esperienza da sogno», commenta invece Eva, madre di Paolo Troka, «Paolo è felicissimo e si è ripromesso che, da grande, giocherà proprio lì, a Barcellona. Mio marito Vladimir ed io ci auguriamo che vada il più in alto possibile. Quello che ci ha più colpiti è stata la grande sportività degli spagnoli: lì non esistono insulti tra tifoserie, ma solo il tifo per la propria squadra». I due ragazzi (che hanno ricevuto le congratulazioni, insieme agli altri atleti, dal capitano del Barcellona, Xavi) sono provenienti dalla Calcio Giulianova di Colleranesco. Insieme a loro nel team italiano delle scuole calcio del Barça c’era un altro calciatore abruzzese, Carlos Onyeka di Pescara, che però ha giocato nella categoria Formacio (2003/2004). (m.t.)

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