Pap in difficoltà, a rischio anche l’appalto per la Asl

L’azienda sanitaria esamina la revoca del servizio di ristorazione negli ospedali Il direttore Di Giosia: «Valutiamo soluzioni per tutelare lavoratori e pazienti»
TERAMO. La Asl pronta a seguire la strada dell'Asp 1 e a revocare l'appalto del servizio di ristorazione alla Pap srl. La società ha accumulato numerosi ritardi nel pagamento degli stipendi (otto mensilità) ai propri dipendenti impegnati nella mensa della casa di riposo e, dopo lunghe polemiche, appelli e proteste dei lavoratori supportati dal sindacato, il commissario Roberto Canzio lunedì ha deciso di sollevare l'azienda dall'incarico facendo subentrare con un affidamento in urgenza la cooperativa Nenè. Ora la stessa cosa sarebbe pronta a fare la Asl per la quale la Pap svolge servizio di ristorazione nei quattro ospedali e nelle Rsa.
L'azienda guidata dal direttore generale Maurizio Di Giosia sta infatti «vagliando una serie di soluzioni per tutelare lavoratori e pazienti», si legge in una nota della Asl. I 71 lavoratori che svolgono il servizio negli ospedali e nelle Rsa, garantendo 2100 pasti al giorno, hanno dai 3 ai 6 stipendi arretrati, nonostante la Asl abbia sempre pagato regolarmente la Pap: «Nel corso di questi anni ci siamo costantemente adoperati nel rispettare la tempistica prevista per la liquidazione delle somme dovute per il servizio reso, provvedendo, in svariate circostanze, addirittura, ad effettuare pagamenti in anticipo rispetto a quanto previsto, in modo da garantire alla ditta la liquidità necessaria per provvedere al pagamento degli stipendi al personale impiegato nell’appalto. Basti pensare, che in questi giorni stiamo provvedendo alla liquidazione delle fatture riferite al mese di novembre», spiega Di Giosia. «Stiamo in queste ore cercando soluzioni alternative, operando per dare tranquillità ad operatori e pazienti», aggiunge Di Giosia, «come Asl viviamo una situazione paradossale: la Regione ci trasferisce regolarmente i fondi, noi paghiamo altrettanto regolarmente i fornitori, fra cui appunto la Pap, e ora è a rischio il corretto e puntuale svolgimento di un servizio basilare per l’assistenza nelle nostre strutture. L’amara considerazione è che, sotto un diverso aspetto, siamo anche noi parte lesa in questa spiacevole vicenda».
Il problema riguarda anche il bar dell'ospedale Mazzini, in concessione alla Pap: la Asl infatti vanta «una forte posizione creditoria» ed è «impossibilitata a porre in essere azioni volte a favorire la puntuale corresponsione degli stipendi ai dipendenti Pap impiegati nel servizio», spiega l'azienda che anche in questo caso sta valutando «ogni possibile iniziativa volta a garantire i propri interessi e tutelare lavoratori e utenti». La vicenda della Pap viene infine seguita e attenzionata anche dal sindaco di Teramo, Gianguido D'Alberto, che pur non avendo competenze dirette perché la società non ha contratti col Comune, auspica che «chi ha il dovere di assumere decisioni risolutive lo faccia, senza ulteriori indugi». Il Comune, tramite l'assessore Ilaria De Sanctis, lunedì ha preso parte all'assemblea della Cgil e martedì ha incontrato Di Giosia e Canzio per un punto della situazione.
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