Pap, vertenza aperta Sindacati in guerra per orari e stipendi
Oggi l’incontro in prefettura, ma l’azienda di ristorazione inizia a pagare gli arretrati e si dice «aperta al confronto»
TERAMO. Incontro in prefettura, stamattina, per la Pap. I sindacati da tempo lamentano una serie di problemi nell’organizzazione del lavoro e nel pagamento degli stipendi.
Così venerdì scorso Filcams Cgil e Cisl hanno avviato la procedura di raffreddamento nei confronti della Pap. L’azienda gestisce il servizio di ristorazione della Asl, della casa di riposo “De Benedictis” e delle scuole dei Comuni di Alba Adriatica, Bellante, Canzano, Castelalto, Cellino, Civitella, Montorio, Nereto, Teramo e Torano, oltre che dell’università.
«La protesta», scrivono i sindacati, «è motivata dagli arretrati sulla corresponsione del salario, dalle modalità di gestione degli orari di lavoro e delle postazioni dei dipendenti e, più in generale, dal rifiuto della direzione aziendale di un confronto orientato al rispetto dei diritti dei lavoratori, loro dipendenti, e delle legittime richieste di chiarimento delle organizzazioni sindacali». In particolare i sindacati lamentano il fatto che lo stipendio di settembre sia stato pagato l’11 novembre e non sia ancora stato pagato quello di ottobre, oltre alla quattordicesima. Il problema riguarda circa 200 lavoratori.
Il legale della Pap, Pierangelo Guidobaldi, però informa che «le retribuzioni mensili destinate ai dipendenti dell'azienda sono state pagate. Altresì, sono in corso di corresponsione gli emolumenti relativi alle retribuzioni aggiuntive (quattordicesime).Il ritardo non è - certo - dipeso da responsabilità da addebitare all'attuale gestione societaria». Da quanto si apprende in queste ore è iniziato il pagamento della mensilità di ottobre.
Altra questione riguarda gli orari di lavoro: secondo i sindacati in media «viene chiesta un’ora di lavoro in più che però non viene pagata». Preoccupa anche il fatto che l’azienda lamenti un’esubero di personale «cosa che non risulta affatto, visto anche il ricorso alle ore di lavori in più», sottolineano i sindacati. Il confronto con l’azienda – da marzo c’è stato un cambio di proprietà, Bruno Randi ha venduto la Pap alla Fgf opere costituita nel 2006 da Vincenzo Gabella e da Ennio e Angelo Facciolini, insieme a Paolo Zippi – è difficile, a quanto sostengono Filcams Cgil e Cisl. «Data la chiusura che caratterizza la direzione aziendale», scrivono Emanuela Loretone (Filcams) e Fabio Benintendi (Cisl), «pur sperando di trovare soluzioni positive nel tavolo convocato per domani (oggi per chi legge, ndr) le organizzazioni sindacali sono pronte a mettere in campo iniziative di lotta sindacale e informativa alla comunità teramana a tutela del diritto dei lavoratori ad avere il salario corrisposto puntualmente e riconosciuti in busta paga gli orari di lavoro previsti dai contratti individuali».
Dal canto suo, la Pap «comunica la propria disponibilità al confronto con le rappresentanze dei lavoratori. Il previsto incontro dinanzi l'autorità di governo contribuirà a costruire ogni utile elemento finalizzato ad un proficuo e collaborativo rapporto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

