Parcheggio conteso, a fine anno la sentenza

Contenzioso fra il Comune e i proprietari sulla riscossione di tasse e multe per il terreno
ROSETO. Entro fine anno, probabilmente, verrà emessa la sentenza del processo civile per la causa tra il Comune di Roseto e i proprietari dell’area in via D’Annunzio, Danilo Di Giuseppe e Adele Maiorani. Il 10 luglio, infatti, c’è stata l'udienza di precisazione delle conclusioni e discussione della causa, e il tribunale civile ha trattenuto la causa in decisione dando 60 giorni di tempo alle parti per depositare le conclusioni e le memorie di replica, dopo di che ci sarà la sentenza.
L’area in questione, tramite un contratto di comodato gratuito, nel 2009 era stata concessa dal privato al Comune (all’epoca c’era l’amministrazione Di Bonaventura) che l’ha utilizzata come parcheggio e come sede del mercato rionale. Nel 2014, però, i proprietari decisero di fare causa al Comune, sostenendo che l’ente continuava a riscuotere la Tosap e a incassare multe: da una parte c’è il Comune che sostiene di aver restituito quell’area al privato tramite un documento scritto nel febbraio 2010, dall’altra c’è il privato che sostiene che il Comune, negli anni successivi, ha continuato appunto a riscuotere la tassa sul suolo pubblico perché l’area è stata sede del mercato rionale del giovedì fino al 18 ottobre 2012, e a incassare multe che i vigili urbani hanno fatto fino a luglio 2016. Attualmente l'area è aperta grazie a un accordo tra il Comune e i proprietari, e lo sarà almeno fino al 31 dicembre 2020: oltre a garantire circa 100 posti auto, l'area è individuata come zona di raggruppamento per gli studenti di elementari e medie D'Annunzio in caso di emergenza, incendi o terremoti.
Dopo il 31 dicembre però potrebbe essere di nuovo chiusa, a meno che il Comune non trovi di nuovo un accordo con i proprietari. Molto dipenderà anche dall’esito della sentenza ovviamente, ma senza la disponibilità dell’area, vista la sua posizione strategica, i problemi di parcheggio nella zona si amplificherebbero, come già successo in questi anni quando i proprietari hanno deciso legittimamente, di chiudere l’area con dei blocchi di cemento. (l.v.)
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